From Pottery to “Plastic”

From Pottery to “Plastic”, un evento lungo un mese dedicato alla ceramica.

Laboratorio Boschivo di Pirjo Eronen (ceramica) e Pietro Matarese (scultura), insieme all’Associazione Culturale Chirone organizzano From Pottery to “Plastic”: un evento che si terrà tra il 25 maggio e il 23 giugno negli spazi del Polo Culturale di Tolfa.

Il 25 e 26 maggio si terrà il convegno pensato con l’obiettivo di creare un dialogo fra ceramisti, dal sud al nord, condividere esperienze e modi di lavorare, riflettere sul futuro della ceramica.

“Come siamo arrivati dalla ceramica alla plastica? Vogliamo che Tolfa sia un punto di incontro di tutto questo”, scrivono Pirjo Eronen e Pietro Matarese.

Parteciperanno all’evento più di 20 ceramisti, restauratori, operatori culturali, esperti e appassionati di ceramica dall’Italia, dalla Finlandia e dalla Norvegia.
Verrà allestita una mostra di ceramica contemporanea, aperta tutto il periodo di durata dell’iniziativa, e che verrà inaugurata il 25 maggio alle ore 18.00.
Nel mese di giugno i weekend saranno dedicati a workshop e laboratorio di ceramica per bambini, paperclay workshop (ospite d’onore la Prof.ssa Rebecca Huchinson) e un laboratorio di ceramica raku.

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Stefania Lucchetta. La forma dell’aria

Architetture indossabili, sovrapposizioni geometriche, forme organiche. I gioielli di Stefania Lucchetta

Architetture indossabili, sovrapposizioni geometriche, forme organiche… le sue macchinazioni non sono sterili e fredde esercitazioni spinte ai limiti della tecnicità, ma prezioso strumento per creare un linguaggio inedito per il gioiello…inedito e contemporaneo perché reso possibile solo da tecnologie spinte al limite superando i limiti imposti dalle tecniche tradizionali di produzione.

La ricerca di Stefania Lucchetta punta all’applicazione delle recenti conquiste tecnologiche 3D al design del gioiello, basandosi sulla continua sperimentazione di metodi e materiali, al di là di ogni modello di produzione tradizionale, cercando di individuare nuovi segni e nuovi simboli, incapsulando la materia e l’aria, ottenendo forme leggere e facili da indossare e in grado di racchiudere in sé l’essenza stessa del nostro tempo.
“L’intento della mia assidua sperimentazione su tecniche e materiali è stato fin dall’inizio quello di creare oggetti che fossero “specifici” del nostro tempo, che avessero forme nuove, originali, davvero contemporanee perché appartenenti solo al nostro presente.”
Grazie alla sinterizzazione dei metalli (processo di compattazione di polveri in un composto indivisibile, attraverso un trattamento termico alla temperatura inferiore a quella di fusione del materiale) o all’uso della stellite, delle resine bio compatibili e del titanio, sono nate negli anni le sue collezioni in edizione limitata, ai confini della design-art.
“Le mie collezioni hanno una gestazione piuttosto lunga e le arricchisco di anno in anno con pezzi nuovi. Di solito nascono intorno ad un’idea centrale che fa da “denominatore comune”. Per esempio: la collezione Crystal è stata ispirata dalle forme pure e precise dei cristalli, la collezione Digital è nata dall’osservazione delle forme sinuose e precise delle impronte digitali, la collezione Sponges si ispira alla complessità e alla bellezza delle spugne marine… e così via”.

Una strada diversa e decisamente meno battuta di quella del gioiello “fatto a mano”, un percorso in continua e costante evoluzione, sostenuto da una passione lucida e guidato dall’assoluta certezza di poter racchiudere nella preziosità delle architetture indossabili dei suoi gioielli, l’unione di forma e tecnologia per la ricerca di un’estetica più che mai contemporanea.
Nell’ultima collezione “Vacuum” e nelle ultime collane “Per Aspera” traspare di più l’emozione del vuoto e dell’assenza…Stefania Lucchetta ha così sublimato le forme architettoniche che aveva proposto con le precedenti collezioni e le ha semplificate fino ad esaltarne l’assenza di materia. Perché: “La vita non vive solo di presenze. Si costruisce su ciò che noi consideriamo assenze” (cit. Pierfranco Bruni). Questi oggetti sono pervasi di un qualcosa il cui peso non è rilevante nella nostra conoscenza di esso. Parlo del peso del fumo, dell’aria, dell’anima, quasi fosse questa la materia, anch’essa leggera, calda e impalpabile, di cui si occupa Stefania, da porre in contrapposizione all’effetto finale, fisico-visivo, del gioiello.
Per Alexander Calder l’arte nasce da volumi, movimenti, vuoti, scolpiti all’interno di uno spazio. La scelta di realizzare oggetti di design in cui uno degli elementi più importanti sia, in fondo, l’aria è una rivoluzione che stravolge il concetto classico e stereotipato di gioiello. Scegliendo di mettere in scena la leggerezza della forma e dell’aria più che la preziosità della materia, Stefania Lucchetta realizzando le sue opere, sceglie di lavorare intorno al vuoto e lo spazio piuttosto che sugli elementi tradizionali.
a cura di Maria Grazia Cicala architetto

INAUGURAZIONE MARTEDI 18 APRILE-DALLE ORE 18.30

MATERIA corso Vittorio Emanuele II, 189/191 00186 Roma Italia Tel. +39 06 6861896 F.Matera@ceramicheappia.com ; info@materiaroma.com

Dal 18 Aprile al 1 maggio – orari di apertura: Da Lunedì al Venerdì: 10.00-13.30 / 14.30-19.00 Sabato 10.00-13.30

Concorso Creazioni Giovani – Sesta Edizione

Al via la 6° edizione del concorso Creazioni Giovani: scadenza 10 giugno 2013

In premio la partecipazione gratuita al MACEF per 6 designer/artigiani under 35 e 2 scuole di alta formazione – università ad indirizzo artistico e progettuale e design.

Parte la 6° edizione del concorso CREAZIONI GIOVANI che mette in palio ben 8 spazi espositivi gratuiti al MACEF (12 – 15 settembre 2013 ), all’interno dell’area Creazioni.

Ecco le 3 grandi novità:

– passano a 6 i vincitori del concorso, giovani artisti e artigiani che saranno selezionati per l’innovazione, la ricerca e la loro particolare espressione artistica.
– il concorso si apre anche alle scuole di alta formazione ed alle università, le quali dovranno presentare le loro collezioni e 2 di essi saranno premiati per l’innovazione, la ricerca e la loro particolare espressione artistica.
– Puoi inviare la tua candidatura via e-mail.

Creazioni Giovani è il concorso internazionale che nasce con l’obiettivo di promuovere le produzioni di ricerca e innovazione. Il concorso è promosso da MACEF in collaborazione con Artex e con il patrocinio di CNA e Confartigianato Imprese.

PER PARTECIPARE:
– essere giovani artisti-artigiani con età inferiore ai 35 anni oppure scuole ad alta formazione ed università ad orientamento artistico, progettuale e di design
– non avere mai partecipato al MACEF
– avere una propria collezione di prodotti

SE SEI UN’ARTISTA O UN ARTIGIANO: SCARICA IL BANDO

SE SEI UNA SCUOLA O UN’UNIVERSITA’- SCARICA IL BANDO PER GLI ISTITUTI

TIMING:
10 GIUGNO 2013: Scadenza invio dossier di candidatura
10 LUGLIO 2013: Comunicazione ai vincitori
12-15 SETTEMBRE 2013 – Esposizione a Macef – edizione Settembre 2013

CONTATTO: creazionigiovani@artex.firenze.it
Artex – Centro per l’Artigianato Artistico e Tradizionale della Toscana
Via Sandro Botticelli, 9r
50132 – Firenze
Tel. +39 055 570627
Maria Elena Angeli

Silvia Petrucci Dal Co’

Vi presentiamo Silvia Petrucci Dal Co’, sezione Artigianato della terza edizione del volume RomaCreativa.

La seconda guerra mondiale è appena finita e Alberto Dal Co, un giovane calzolaio di Traversetolo (piccolo comune in provincia di Parma) viene convinto dalla sorella Amabile a trasferire la sua attività a Roma. Quando, nel 1951, trasferisce a Porta Pinciana il proprio laboratorio, forse Alberto non immagina che le sue opere finiranno ai piedi delle più celebri dive dell’epoca: Gina Lollobrigida, Ava Gardner, Audrey Hepburn. Per difenderle dall’invadenza dei fotografi, inventa la scarpa “Paparazzo”, che contribuirà alla diffusione del tacco a stiletto nel mondo. Per Alberto le scarpe vanno trattate come piccole opere d’arte. Sarà per questo che trentaquattro modelli Dal Co, creati tra il 1954 e il 1960, sono esposti al Metropolitan Museum of Art di New York. E, dopo oltre cinquant’anni, è ancora possibile trovare il laboratorio di calzature
Dal Co’, gestito dalla nipote, Silvia Petrucci. “Il mio lavoro nasce dall’esperienza storica della mia famiglia e dalla volontà di continuare la meravigliosa tradizione italiana dell’artigianato, quella capace di assicurare un prodotto veramente unico”. All’epoca le scarpe si realizzavano a stretto contatto con le sartorie d’alta moda: un abito importante richiedeva calzature della stessa stoffa, “pezzi unici” spesso decorati con ricami fatti a mano. Oggi invece la globalizzazione imperante tende a privilegiare la quantità alla qualità. “Per questo il mio obiettivo è continuare a impegnarmi in questa decennale attività: voglio sottolineare l’unicità del fatto a mano, magari fornendo ai giovani disegnatori l’occasione per realizzare le loro idee in modo artistico e creativo, lontano da un’ottica esclusivamente commerciale”. Anche per questo tutti i modelli creati dal laboratorio Dal Co’ vengono presentati con cadenza semestrale presso il laboratorio-negozio in Via Vittoria 65. “Tutti modelli – sottolinea Silvia – rigorosamente realizzati a mano da maestri calzolai. Io e mia madre, Nives Dal Co’, siamo fiere di portare avanti questa tradizione di famiglia”. Ed effettivamente c’è di che essere orgogliosi, visto che il laboratorio Dal Co’ collabora da sempre con alcune delle più importanti firme dell’alta moda italiana, come Valentino, Lancetti e Balestra.

www.dalco-roma.com

Lucilla Paci

Vi presentiamo Lucilla Paci, sezione Artigianato della terza edizione del volume RomaCreativa.

Nata a Genova ma romana d’adozione, Lucilla Paci è una stilista che lavora sugli accessori d’alta moda, in particolare le borse. Prima di occuparsi di moda però, Lucilla si laurea in Architettura ed esercita la professione presso l’Università di Genova, uno studio privato e un ente previdenziale. “L’idea di avviare un’attività legata al design – racconta – nasce dall’unione tra la passione per la moda e la convinzione che la progettazione e la composizione dei volumi possano applicarsi a materiali diversi nella forma e nelle dimensioni”. Le competenze tecniche che servono per progettare grandi spazi sono importanti anche per la creazione di quelli piccoli, cioè le borse. E così, proprio come succede per gli immobili, anche le creazioni di Lucilla sono pezzi unici e originali. Forti di un lavoro esclusivamente artigianale attento alle esigenze del cliente. L’obiettivo del marchio, sottolinea la stilista, è tornare a impadronirsi del progetto e della creazione di ciò che si indossa. Instaurare un rapporto diretto tra oggetto e utilizzo. Il lavoro artigianale permette di sottrarsi alle logiche dei grandi numeri che finiscono per appiattire il progetto in nome della semplificazione del processo produttivo. L’artigianalità rende dunque possibile uno slow-design in cui ogni progetto si apre al dialogo con l’utente. E’ proprio nello studio/showroom di piazza Capranica, a Roma, che le idee di Lucilla prendono forma. In questo spazio espositivo c’è anche il suo laboratorio, così chi sceglie di acquistare una borsa della collezione – spiega la designer – può assumere un ruolo attivo e partecipare alla creazione, esprimendo le proprie esigenze specifiche a partire dal colore e dalle dimensioni fino ad arrivare a definire progetti su misura completamente nuovi che soddisfino esigenze differenti. In questo senso l’alta moda, reinventandosi costantemente, si allontana dal rischio dell’omologazione per rispondere al requisito dell’originalità. Ci si lascia alle spalle il pret a porter per ritornare a creazioni stilistiche più vicine alla sartoria. Infatti, come la stessa Lucilla racconta: “questo è un momento cruciale e si respira un’aria di fermento. Si sta facendo sempre più forte la domanda di creazioni originali e di alta qualità, sia per materiali sia per realizzazione. Soprattutto, c’è sempre più richiesta di creazioni personalizzate”.

WWW.LUCILLAPACI.IT