Omaggio a Caravaggio tra epifanie e epifenomeni

Una collettiva di artisti contemporanei che si ispirano all’opera del Caravaggio per raccontare la dialettica tra innovazione e tradizione nella storia dell’arte.

Il Museo Venanzo Crocetti in Via Cassia 492 in Roma aprirà il nuovo anno con una mostra d’arte contemporanea dal titolo “Omaggio a Caravaggio tra epifanie e epifenomeni” a cura di Gianni Dunil nell’ambito della quale verrà presentato, in data 7 Gennaio ore 17.30, il volume appena uscito “Caravaggio o della Vulgata” di Daniele Radini Tedeschi, edito De Luca Editori d’Arte. Varie saranno le opere presentate alla rassegna molte delle quali presentano una rivisitazione in chiave moderna dei temi caravaggeschi; dall’astratto al figurativo, dalla pittura alla scultura fino alla fotografia. Si darà spazio, quindi, a quei movimenti di avanguardia e di sperimentazione, espressione artistica più innovativa, a confronto con il figurativo classico.

Il tema sarà la risultanza tra le spinte innovatrici attuali e quelle tradizionali, di cui Caravaggio fu al contempo portatore e distruttore, creando una contrapposizione tra rivoluzione e evoluzione nell’arte. Il titolo della mostra riflette una giusta contrapposizione tra le epifanie nell’arte- ossia ricordi che affondano alcuni nella tradizione altri nella singola coscienza e sensibilità dell’artista- propugnando quella tendenza alle Belle Arti e non considerando queste ultime un “Hortus conclusus” e gli epifenomeni che riflettono la constatazione per l’artista di come l’arte non sia più essenza ma determinazione di una società in continuo sviluppo. Trovano spazio quindi opere che sono il frutto di circostanze sociali e economiche, il riflesso della situazione storica.

Artisti in mostra: Patrizia Murazzano, Jucci Ugolotti, Adriana Montalto, Nazzareno Tomassetti, Giordano Ernesto Sala, Marcello Sassoli, Giovanni Iovene, Emanuela Fera, Maria Rita Ridolfi, Wanda Nazzari, Silvana Abram, Laura Longhitano Ruffili, Donata Lombardi, Gabriela Costachè, Aurora Mazzoldi, Lucia Ida Viganò, Francesca Guetta, Mario Caddeo, Annunzia Fumagalli, Antonella Spinelli, Alessio Serpetti, Luigi Di Santo, Barbara Pazzaglia, Antonella Scaglione, Maria Carletti, Marzio Andreucci, Ivana Castelliti, Margherita Piccioni, Giovanni Puledda, Giovanni Muccitelli, Silvia D’Onorio, Giovanni Angelo Solinas.

La mostra durerà fino a data 17 Gennaio 2013.

Museo Fondazione Crocetti
Via Cassia, 492 – Roma

Orario d’apertura della mostra:
lunedì, giovedì e venerdì: 11-13 e 15-19
martedì e mercoledì: chiuso
sabato e domenica: 11-18

Ventinovegiorni (di resistenza)

Una rassegna dedicata al concetto di resistenza che vede alternarsi un’opera alla volta al ritmo del plenilunio. Il quarto ciclo ha come protagonista Iginio de Luca.

Ventinovegiorni (di resistenza) a cura di Federica La Paglia, presso lo spazio Menexa a Roma, giunge al quarto appuntamento.

A chiudere il primo ciclo della rassegna è Iginio de Luca, la cui inaugurazione cade – come da intenti del progetto – in una notte di plenilunio.
La scelta della data è legata alle antiche credenze popolari secondo cui la luna piena scatena il picco dell’energia cosmica, risvegliando tutta la natura con il rinnovarsi delle forse fisiche, psichiche e spirituali. Questo, in sostanza, appare il momento più adatto per affrontare il tema della resistenza nella società contemporanea.

Iginio de Luca interviene nella rassegna proponendo se stesso come vettore di resistenza. In mostra, viene presentata l’immagine di uno degli interventi urbani attraverso cui l’artista esprime la sua critica beffarda verso la classe politica italiana.
Il lavoro di de Luca, sondando le dinamiche politiche con pungente ironia, si presenta di forte attualità ed apre un nuovo fronte sulla ricerca intorno alla resistenza, mostrando l’artista non solo come autore ma anche come protagonista dell’azione del resistere.

In occasione della serata inaugurale sarà anche proposto un video, parte integrante del progetto e legato al lavoro performativo dell’artista. La mostra sarà visibile dal 28 dicembre 2012 al 25 gennaio 2013.

Iginio de Luca, nato nel 1966 a Formia (Lt), vive e lavora a Roma. Tra le sue mostre si ricordano la Selezione Video a cura di M. Gorni, nell’ambito della mostra Carnem a cura di Prospekt, Fabbrica del Vapore, Milano 2012; Ente Comunale di Consumo a cura di C.L. Pisano, Complesso del Vittoriano, Roma 2011; Delhi International Arts Festival, Nuova Delhi, India 2010; Appunti#1: Daily Life a cura di F. La Paglia, CIAC – Castello Colonna, Genazzano, (Rm) 2008.
Tra le personali più recenti: Apertura, Spazio Senzatitolo, Roma 2010 e Suite a cura di A. Lombardi, Spazio Senzatitolo, Roma 2005. Nel 2012 è uscita la pubblicazione visualizzAzioni a cura di F. Speroni e C.L. Pisano, Livello4 editore, Roma.

Inaugurazione 28 dicembre h 19-23

Durata mostra: dal 28 dicembre al 25 gennaio 2013

Menexa
Via di Montoro 3, Roma
orari: dal lun al ven h.10-18
Ingresso libero
www.ventinovegiorni.it

Diamond_Studio d’artista_Solo

garageZero compie il suo primo anno di vita e lo festeggia con due figure chiave della scena romana: Diamond e Solo.

garageZero compie il suo primo anno di vita e lo festeggia con due figure chiave della scena romana: Diamond e Solo. Tra i nomi che hanno aiutato lo spazio ad affermarsi sul territorio nazionale e da qualche mese anche su quello internazionale. Questo è successo grazie alla forza comunicativa della Street art, che questi artisti raccontano attraverso una nobile e audace ricerca culturale che si è posta come primo obiettivo quello di parlare alle masse. I loro verbi sono: diffondere e riqualificare, con un linguaggio semplice, diretto e per tutti. Il loro percorso fonda le sue radici nell’ampia piattaforma del contemporaneo attraverso una diffusione virale delle loro opere sul tessuto urbano, creando un vero e proprio museo a cielo aperto nelle vie cittadine. Un significativo intervento culturale, un reale regalo al cittadino, nell’apatico panorama metropolitano.
Il percorso mostra che prenderà forma all’interno dello spazio andrà a sottolineare due aspetti cari a garageZero, quello espositivo e quello laboratoriale.
L’allestimento riprodurrà i due studi storici degli artisti, quello di Diamond in quel di Tor di Nona e quello di Solo nel cuore di Trastevere. Il fruitore avrà la possibilità di vivere l’esperienza laboratoriale, che caratterizza garageZero dai suoi primi passi. Entrare nello studio dell’artista, significa entrare nel vivo della sua produzione, osservare il dietro le quinte per mettere in essere un’empatia che accompagnerà lo spettatore nel seconda parte del percorso, quella espositiva.
L’aspetto espositivo rappresenta l’atto finale, il momento in cui l’artista consegna la sua opera finita al pubblico, momento che segue la realizzazione del lavoro nel suo studio. Questa esperienza riassume in sé non solo la storia delle opere esposte nello spazio, ma da modo di vedere da vicino anche i poster di enormi dimensioni che poi vengono disseminati sulle strade. garageZero apre con un progetto nuovo che mette a nudo modalità tecniche e strumenti del mestiere per creare un corto circuito tra artista, fruitore e spazio.

ORARI E GIORNI DI APERTURA
sabato 15 dicembre, vernissage dalle 18.30 alle 22.30
venerdì 21 dicembre, dalle 18.30 alle 22.30
sabato 5 gennaio, finissage dalle 18.30 alle 22.30
Via Treviri, ampio parcheggio largo Spartaco. MA: Numidio Quadrato
Info: garagezero2011@gmail.com

Claudio Andreoli

“Stay hungry, stay foolish”. 12 opere riprodotte ognuna per 100 volte, 1.200 piccole copie affiancate ciascuna da un unico ritratto di Steve Jobs.

Un grido, forse un allarme, si presenta così la personale di Claudio Andreoli, a cura di Sarah Palermo, che sarà aperta dal 27 novembre alle ore 19 al 3 dicembre 2012, presso la Interazioni Art Gallery di Piazza Mattei, 14 a Roma.

Stay foolish, stay hungry, un omaggio alla conclusione del discorso di Steve Jobs ai laureandi dell’Università di Stanford, ma anche a noi. L’apertura dell’esposizione non sarà la classica inaugurazione a cui tutti siamo abituati a partecipare, ma un’esortazione a non desistere, un rimprovero contro chi si arrende, contro l’arte che non è fatta solo di artisti nel senso più comune ed attuale del termine, ma di studiosi attenti, di ricercatori e di tutti coloro che lavorano. Dietro ogni azione d’arte c’è l’Esercizio, lo Studio, l’Intento ed è con questi cardini che si inizia a comprendere il principio primo di Andreoli Claudio.

Una forte spinta lo ha condotto ad offrire sé stesso in qualità di non artista, ma pittore, scultore, fotografo, designer, architetto, grafico, video artista, scrittore, incisore, vignettista, numismatico, modellatore, stampatore, street artist ed installatore. Un numero infinito di ruoli per una gran quantità di opere offerte al suo pubblico ad un prezzo “politico” volto a rifiutare ogni tipo di selezione.

In galleria ci saranno 12 opere riprodotte ognuna per 100 volte, 1200 molto sono piccole e semplici, affiancate da un unico ritratto di Jobs, il primo realizzato in assoluto da Andreoli.

Alcune saranno prodotte “necessariamente” a mano una ad una, altre utilizzando macchine industriali per la riproduzione. La forza che richiede il dipinto realizzato, rappresenta una forza fisico-produttiva umana che si traduce in un segno veloce, istintivo, quasi senza pensiero. Anche i prodotti industriali, come la fotografia o la stampa grafica sono realizzati con apparecchi che, mediante una violenza fisico-produttiva meccanica, agiscono sulla materia, imprimendo il “suo colore o la sua forma”. Il lavoro dell’artista è impreziosito dal sudore della fronte che nell’arte ha un odore ancora diverso dall’olio lubrificante delle macchine.

L’opera anche se ripetuta, è un atto di fede, perché l’idea si ripete, ma il gesto istantaneo di una ricerca grafica, estetica e poetica, una volta violento ed in un secondo tempo più riflessivo, si rinnova senza privarsi di quell’essenza originale, teorizzata da Walter Benjamin, padre del concetto di “aura”, luce diffusa immaginaria che circonda i Santi e ed avvolge le rarità, che perde valore nel momento di riproduzione tecnica dell’opera, riprodotta in 100 copie, ma conscia di quell’impercettibile variazione che la rende originale per chi cerca l’unicità.
Le 100 proposte di Andreoli giocano sul tema della “Riproduzione Riservata ©”. La reiterazione dell’opera genera meccanismi che pongono il pubblico davanti alla questione della produzione industriale. Cinque sono i colori leitmotiv dell’esposizione, che si presenteranno in diversi formati proposti dall’artista come forte richiamo alla grande ricerca cromatica svolta da Steve Jobs durante la progettazione dei più noti beni di consumo entrati a far parte della nostra vita quotidiana come Ipod, Ipad e Iphone.

Il passato novecentesco avrà un respiro ampio negli spazi della galleria, probabilmente una tendenza nostalgica dell’artista che non lo considera come un ordine lineare, bensì come un’esperienza originaria tra un ieri ed un oggi con nuovi registri stilistici. Ma ci sono dei segni avanguardistici che in futuro saranno cancellati o resteranno indelebili, senza sfumature intermedie. Andreoli porta con sé il tema di denuncia del materialismo come realtà filosofica di trasformazione imperitura. Il progetto si sviluppa attraverso la valutazione dei vari processi di produzione e di materiale necessario. L’aspetto pratico della realizzazione avviene in un secondo momento mediante il ciclo di lavorazione, l’attività si svolge in sequenza e non simultaneamente, ciò comporta una durata relativamente dilatata nel tempo, che conferisce all’opera quell’impercettibile variazione che la rende unica.

L’opera che Andreoli presenta è una collezione privata composta essenzialmente da un gruppo di pezzi. Il collezionista si farà possessore di una testa, un acrilico, un bassorilievo, un altorilievo, una grafica, una foto, un carboncino, una matita, un olio esclusivamente senza supporto, una moneta, una stampa ad inchiostro, una vignetta umoristica, uno scritto e un video che si ripetono tutti indistintamente ed ossessivamente per 100 volte.

È stata una fatica fisica ed intellettuale immane produrre oltre 1200 elementi per una “foolish” che indaga sul valore, sulla percezione, sulla diffusione, sulla lettura, sulla fruizione dell’arte contemporanea e per una “hungry” che abbraccia la ricerca. Una riflessione sul vetro, sullo schermo che ci separa dalla Gioconda. L’artista non si riferisce solo al vetro blindato posto a 5 centimetri dalla tela storica, ma soprattutto ai monitor dei nostri Ipad che ci separano inesorabilmente dall’arte. Il pensiero va anche alla protezione della vetrina delle gallerie d’arte. Al vetro invisibile, impalpabile, inscalfibile delle quotazioni milionarie delle grandi opere. Ma soprattutto al vetro che piantato, inchiodato, inglobato, nelle nostre teste ci costringe a stare lontano dall’arte. Steve Jobs ci propone con successo un mondo dietro un vetro da 9,7 pollici, Claudio Andreoli un mondo senza vetro. Un’arte da toccare, dove sporcarsi, che non ricerca il valore “culturale” nella sopravvalutazione della stima economica. Quando non si vende un’opera è una sconfitta durissima per l’artista. In futuro le cose cambiano, gli autori d’arte vengono reinterpretati, valorizzati, osannati. Ma la dura sconfitta rimane lì sul campo per sempre.

Come tutte le piccole grandi esposizioni, anche questa serata concederà il suo corollario di eventi collaterali:

“Free art for children” – Temporary gallery
L’arte per i più piccini, vietata ai maggiori di 1 metro, in una microgalleria temporanea saranno esposti 100 lavori very low cost. Perché solo un bambino può vedere le cose come sono veramente, anche la Gioconda può essere percepita solo ed esattamente come “un disegno”.

“Effetti collaterali” – Opera unica collettiva di 100 artisti e non
Due elementi che si incontrano, la Gioconda e l’Ipad da cui Andreoli ne esce sconfitto, in una posizione marginale. Per questo un quadro vergine di 190×140 cm sarà dipinto in galleria da 100 persone differenti, non artisti, persone. Duchamp in quanto tale, con il suo potere magico ha trasformato una ruota di bicicletta in un’opera d’arte. Andreoli con questa operazione intende trasformare 100 persone in 100 artisti che saranno sempre citati come autori, viaggeranno sempre insieme all’opera che vivrà il rischio di finire nel nulla. Una operazione che però potrebbe portare tutti, un domani, chissà dove, da un rigattiere, in una casa, in un museo. Non siamo noi a deciderlo. L’arte può aprire solo delle strade, non può decidere o sapere chi le percorrerà.

“Fuori salone” – Molto altro
Alcuni oggetti della collezione privata di Andreoli che non appartengono a “Stay hungry, Stay foolish” saranno presentati parallelamente all’esposizione.

ANDREOLI CLAUDIO
Architetto
Nato nel 1962 a Roma dove vive e lavora.

Inaugurazione 27 novembre ore 19
Durata: 27 novembre 2012 – 3 dicembre 2012

Interazioni Art Gallery
piazza Mattei, 14 – Roma

ROMA PROVINCIA CREATIVA