GOLDIECHIARI

Fino a maggio in mostra a Palazzo Valentini, sede della Provincia di Roma, per promuovere l’arte contemporanea insieme ai 9 artisti di Roma Creativa

Non molto tempo fa Alessandra Mammì su L’Espresso, le collocava nella generazione di artisti che stanno ‘rileggendo’ la storia recente, così piena di omissioni e di vuoti di memoria. E proprio sul vissuto collettivo maldestramente rimosso si è concentrata l’attenzione di Sara Goldschmied (classe 1975) ed Eleonora Chiari (1971), unite in un progetto artistico che si firma goldiechiari, dalla crasi del cognome. “Genealogia di Damnatio Memoriae” è il titolo del ciclo che ha visto una prima installazione nel 2010 al Museion di Bolzano. Si tratta di alberi che hanno le cortecce incise con le date e i luoghi delle stragi italiane, a cui mancano ancora i perché. “È una ricerca sugli eventi che dobbiamo dimenticare, per ricordarci di essere italiani” spiega Sara. Di alberi vorrebbero piantarne ancora, le due goldiechiari, per creare boschetti della memoria dove le lapidi non bastano. È sempre Sara a spiegare: “Il nostro è un anti-monumento, perché un albero è qualcosa che cresce. È un elemento vivente a ricordare un tempo che si è fermato”. Le due artiste sentono di appartenere a una generazione che si fa domande. “Molti artisti lavorano con gli archivi, è il momento delle rivisitazioni. È chiaro che se non sappiamo chi siamo non abbiamo neanche gli strumenti per fare una riflessione sul presente”. Il duo ha base a Roma ma ha già conquistato una platea internazionale con una presenza a Shanghai nel 2010 (al MOCA) e rapporti con gallerie a Bruxelles, New York e Santiago del Cile. Una partecipazione importante anche alla Biennale di Venezia nel 2009, nel Padiglione dell’Urgenza, nella collettiva “The Fear Society”. “Ci siamo conosciute in camera oscura” racconta Sara. “Per tre anni abbiamo solo sperimentato, poi siamo uscite allo scoperto e lì è nato goldiechiari”. Con il carattere che vediamo adesso? “I lavori dell’inizio li consideriamo ormai un po’ lontani: erano legati a un immaginario del corpo, agli stereotipi della figura femminile”. Oggi la riflessione è seria ma il modo di osservare la realtà rimane quello ironico. E come ha scritto di loro Bartolomeo Pietromarchi “goldiechiari esplorano i confini dei nostri preconcetti, individuali e sociali, con un approccio provocatorio sempre giocato sul sottile confine tra ironia e parodia, spiazzamento e ‘détournement’ visivo e semantico”.

6ARTISTA

Dal 25 novembre 2011 al 29 gennaio 2012 al MACRO mostra di Adelita Husni-Bey ed Elisa Strinna, vincitrici della seconda edizione di 6ARTISTA

Giovedì 24 novembre si inaugura presso il MACRO – Museo d’Arte Contemporanea Roma la mostra di Adelita Husni-Bey ed Elisa Strinna, vincitrici della seconda edizione di 6ARTISTA, il Premio – concepito dall’Associazione Civita e dalla Fondazione Pastificio Cerere con il sostegno di Allianz – per supportare la crescita professionale di promettenti talenti under 30 che vivono in Italia.

6ARTISTA, la cui prima edizione si è svolta nel 2009, rappresenta un’opportunità sempre più importante per i giovani vincitori, ai quali viene offerto un percorso formativo di alto livello culturale. Adelita Husni-Bey ed Elisa Strinna hanno infatti trascorso un periodo di residenza di sei mesi a Roma presso la Fondazione Pastificio Cerere, punto di riferimento fin dagli anni Settanta della sperimentazione artistica, e altri tre mesi presso la Cité Internationale des Arts di Parigi, grazie alla collaborazione degli Incontri Internazionali di Roma. L’obiettivo è quello di favorire il confronto con diversi linguaggi, idee e tecniche, affinché i giovani individuati possano approfondire e caratterizzare la propria poetica.

Partendo dall’analisi specifica di un luogo ben caratterizzato come il mercato dell’Esquilino di Roma, Elisa Strinna ha strutturato una riflessione sull’identità culturale e sul rapporto che l’uomo contemporaneo intrattiene con il dato naturale. Ripercorrendo la storia del genere artistico noto come “natura morta”, l’artista ha creato un parallelismo tra frutta e opera d’arte, entrambe fonti di nutrimento e merci di scambio, rivisitando in chiave contemporanea alcune forme espressive proprie della nostra tradizione culturale.

Adelita Husni-Bey presenta A Holiday From Rules, un lavoro nato dal suo interesse per la pedagogia radicale e per il modo in cui questa educazione possa porre le basi di una società alternativa a quella che conosciamo. Il progetto è composto da due opere distinte, ispirate in gran parte a movimenti anarchici e all’esperienza dell’Escuela Moderna, fondata dal libero pensatore Fancisc Ferrer y Guardia nel 1901 a Barcellona.

La mostra al MACRO, curata da Vincenzo de Bellis – curator in residence della Fondazione Pastificio Cerere per il 2011 – è aperta al pubblico fino al 29 gennaio 2012 e presenta quattro lavori delle due artiste realizzati appositamente per l’occasione.

OPENARTMARKET

L’arte contemporanea tra promozione culturale e mercato

Dal 19 novembre prende il via openARTmarket, un’esposizione – mercato permanente per l’incontro di estimatori ed artisti emergenti.

La finalità di questo progetto innovativo nel quale ‘opera e artista’ escono dalla logica dell’eccezionalità e del collezionismo d’élite per diventare mezzo di comunicazione sociale ed estetico, è quella di dare all’arte contemporanea la capacità di aprirsi a nuovi spazi di dialogo e d’incontro con un pubblico sensibile di estimatori, anche se di limitate possibilità economiche.

L’idea del progetto è quella di realizzare nel centro di Roma un’esposizione-mercato permanente dove il pubblico possa scegliere opere per la propria collezione e sia aiutato a prendere l’arte con un po’ più di leggerezza, avvicinandosi alle tematiche e agli stili espressivi seguendo anche il proprio istinto.

Nell’intento della sua ideatrice, Antonietta Campilongo – architetto e curatrice di eventi – c’è infatti l’esigenza di creare un luogo, dove stabilire un contatto diretto tra l’artista emergente e il pubblico che si affaccia all’arte contemporanea; un vero e proprio ‘market’ dove guardare, discutere, scegliere e, soprattutto, comperare opere d’arte contemporanee a costi decisamente contenuti; un punto d’incontro dove poter dare visibilità e riconoscere all’artista la sua dignità e qualità di creatore d’arte, retribuito per il suo lavoro e per la sua funzione sociale, e dove consentire ad un pubblico di utenti, interessati all’arte contemporanea, la possibilità di acquisire opere di autentico valore artistico.

Lo spazio espositivo sarà realizzato presso MostrArti, in via Santa Maria in Monticelli 66, dove dal 19 novembre si potranno trovare i lavori di artisti emergenti a livello nazionale ed internazionale con cataloghi e materiali di presentazione, e dove inoltre saranno realizzate periodicamente rassegne, in cui saranno presentati al pubblico nuovi talenti.

Una particolare sezione sarà rivolta all’Arte del riciclo per promuovere un nuovo modo di pensare i nostri stili di vita consumistici. Attraverso la valorizzazione degli “scarti” come oggetti utili a vivere un’esperienza creativa ed educativa che rispetta l’ambiente, si conferirà nuova vita a materiali che altrimenti verrebbero buttati via perché apparentemente senza valore. Partner per l’Arte del riciclo sarà NWart, sezione dell’Associazione Neworld da sempre presente nel panorama artistico, con la finalità di seguire le problematiche sociali ed ecologiche del nostro tempo.