“Metonimia” di Luciano Rignanese

Rignanese č un artista della nostra epoca che interpreta in modo singolare la dimensione soggettiva, senza alcuna possibilitŕ di cogliere la dimensione oggettiva

In un clima di silente magia, sono raffigurati oggetti dalla forma riconoscibili, con l’impiego di tinte calde, dal bruno terra di Siena ,al verde e al rosso, ben collocate in spazi definiti con una composizione chiara e nitida, lasciando che la luce, esalti dal contrasto con l’ombra eppure morbida che ne definisce i colori.

In questo particolare tipo di pittura, nasce l’intento di creare un mondo che non esiste nella realtŕ, ma capace di far emergere la bellezza evidente delle cose di uso comune. Quindi č una pittura solo di oggetti, ma nessuno di essi, pur avendo un luogo di appartenenza, č tale perché richiamano le persone che li usano.

Il quadro č depurato da tutto ciň che non č indispensabile, che costituisce un disturbo alla concentrazione massima, avvolgendolo in quel senso di mistero che si crea dentro e fuori dell’opera, l’immagine stessa č importante, al di fuori del tempo e dello spazio infondendo un senso di enigma.

Apparentemente cambia il rapporto fra arte e concretezza, lasciando la libertŕ di interpretare la visione interiore.

Rignanese č un artista della nostra epoca che interpreta in modo singolare la dimensione soggettiva, senza alcuna possibilitŕ di cogliere la dimensione oggettiva. Esprimendo cosě una sensibilitŕ moderna che nell’oggettivitŕ non ha scoperto la dimensione del reale, ma la dimensione ideale che la sovrasta. Circostanza che trasforma l’essenza in spirito cosě che i ragionamenti si mescolano dietro le apparenze e l’oggetto diviene lo specchio dell’anima, un significativo universo interiore che sfugge ad ogni realtŕ concreta.

Ogni riflessione intellettuale, attraverso l’oggetto, č un’inventiva intelligente, rispettosa e riflessiva, filtrata attraverso l’espressione della tecnica.

Luciano non lascia nulla al caso, seppur bloccato in una luciditŕ impalpabile, in quanto riesce con un instancabile esercizio combinatorio a rendere gli oggetti in risonanze vagheggianti. Entitŕ simboliche che in questo senso di instabilitŕ creano una lirica di un sogno immobile che sembra isolarsi nel continuo mutamento delle cose e riesce a stabilire un eterno presente con il tempo.

Inaugurazione: Giovedě 28 Febbraio 2013 alle ore 18.00
Durata: 28 Febbraio – 10 Marzo 2013
Presso: Galleria Vittoria – Via Margutta, 103 – Tel. 06.36001878
A cura di: Tiziana Todi e Tiziano Macciocca Todi
Orario galleria: lunedě / venerdě 15,00-19,00 – fuori orario su appuntamento
www.galleriavittoria.com – info@galleriavittoria.com

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