Matteo Botrugno e Daniele Coluccini

Il sodalizio artistico di Matteo Botrugno e Daniele Coluccini, registi romani classe 1981, nasce tra i corridoi dell’Università di Roma Tre, dove conseguono entrambi, nel 2005, la laurea in Storia e Critica del Cinema. Dopo un’intensa attività di critica cinematografica decidono di dedicarsi alla regia di documentari e cortometraggi indipendenti. Nel 2007 il loro cortometraggio d’esordio, “Chrysalis”, è presentato in numerosi festival internazionali e viene trasmesso su La7 durante una puntata de “La 25a ora”. Nel 2008 “Sisifo”, la loro seconda realizzazione, vince il premio come miglior cortometraggio horror al Eerie Horror Film Festival e al Mexico International Film Festival. Nel 2009 dirigono il loro primo lungometraggio, “Et in Terra pax”. Il film, che racconta la cruda realtà delle periferie romane, viene selezionato da oltre trenta festival internazionali, tra cui il Festival del Cinema di Venezia e il Tokyo International Film Festival. E’ stato distribuito in Italia da Cinecittà Luce e nel 2012 sbarcherà nelle sale francesi.”Abbiamo sempre lavorato in due, fin dai tempi dell’università. Tutto il nostro lavoro è permeato da un’idea di ricerca e di confronto, cosa che riteniamo fondamentale in una società che tenta di costruire la propria forza sull’individuo e non sulla comunità”. Matteo e Daniele non hanno mai abbandonato i loro percorsi musicali: una passione – quella di coniugare immagini e suoni – divenuta il tratto distintivo di tutto il loro percorso professionale. “Crediamo che la nostra originalità sta nel creare un prodotto artistico concepito come un insieme di esperienze. Quasi sempre la nostra intuizione cinematografica parte da un’ispirazione musicale”.”La musica è il contrappunto narrativo che guida lo spettatore attraverso linguaggi diversi: “Nelle inquadrature spesso omettiamo volontariamente alcune parti fondamentali della trama, inducendo nel pubblico un piccolo sforzo di ricostruzione”. Il loro obiettivo è fare del cinema un momento di riflessione, che non si esaurisca semplicemente con i titoli di coda: “Si cerca sempre di far passare il messaggio che le persone vanno al cinema per non pensare. “La nostra idea è diametralmente opposta. Molto importante, poi,è l’esperienza fatta sul territorio. Spesso le persone più attive in campo artistico e culturale sono quelle legate ad associazioni di quartiere, che conoscono bene la realtà circostante e cercano con le loro forze di valorizzarla”.

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