Emiliano Maggi

Emiliano Maggi è nato a Roma nel 1971, dove ancora vive e lavora. Nel 1998 si iscrive l’Accademia delle Belle Arti e nel 2001 al corso di Design del Costume alla Scuola Nazionale di Cinema a Roma. In questi anni Emiliano si specializza nella pittura e nella scultura, dalla creazione di gioielli alla composizione di suoni ed elementi musicali. E, soprattutto, sviluppa la sua passione per l’arte antica e preistorica: “un’arte ‘animalistica’, che suscita nello spettatore una profonda partecipazione emotiva verso la propria stessa natura che rimane sempre profondamente animale”. Emiliano in pochi anni gira il mondo: nel 2010 è ospitato all’Italian Culture Institute di Los Angeles per la mostra “When in Rome”. Le sue mostre sono state esposte a Bologna, a Belfast, al MAXXI di Roma e alla Rongwrongallery di Amsterdam. “Sono sempre stato affascinato dal mistero antico e struggente del mondo contadino.Scelgo spesso una metafora animale per raccontare l’ebbrezza dell’individuo quando viene folgorato dalla scoperta dell’assoluto naturale: un mondo dove è possibile un’altra realtà: istintiva, non verbale, veramente libera. Una realtà nella quale è possibile esprimere le nostre pulsioni ataviche senza colpa nè paura”. Anche per questo l’artista ha cominciato a dedicarsi sempre più spesso alle installazioni e alle performance dal vivo, che immergono direttamente lo spettatore in un universo alternativo. “L’importante per un artista sviluppare ogni singolo modo di esecuzione per ricreare esattamente un’opera direttamente dalle proprie visioni. Io cerco di mettere in scena ricordi, azioni, sogni, riti. Cerco di creare dei tesori a volte antichi e dimenticati, a volte nuovi. Oppure, provenienti da mondi fantastici”. Per Emiliano l’espressione artistica è un po’ come lavorare in un luogo oscuro – una miniera buia – alla ricerca dell’oro, o di qualcosa che luccica. “Non solo nell’arte: anche nella vita di tutti i giorni l’uomo deve riappropriarsi della sua divinità. Deve nominare le cose, immaginarle, entrarci dentro come fossero creature vive. E comprenderne il significato più nascosto e profondo”.

www.EMILIANOMAGGI.blogspot.com

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