AUDREY HEPBURN

Scatti inediti, video e oggetti personali, dal 26 ottobre al 4 dicembre la mostra al Museo dell’Ara Pacis di Roma sostiene l’UNICEF e rende omaggio all’icona per eccellenza.

Così racconta i suoi anni nella capitale Luca Dotti secondo figlio di Audrey Hepburne curatore della mostra. Insieme a lui Ludovica Damiani, Sciascia Gambaccini, Guido Torlonia con la consulenza di Sava Bisazza Terracini, hanno raccolto una selezione di scatti inediti, quasi “rubati”, provenienti dagli archivi di Reporters Associati, Photomasi, Istituto Luce e Kobal Collection, che restituiscono una Hepburne nei momenti di vita quotidiana nella città. Trent’anni. Dai ‘50, quelli del lavoro sul set dei tre film romani, vere e proprie pietre miliari: Vacanze romane di William Wyler che la consacrò alla fama mondiale e fece della Vespa un simbolo per il mondo intero, Guerra e pace di King Vidor dove Audrey recitò con il marito Mel Ferrer nel suo primo film a colori e La storia di una monaca di Fred Zinnemann  che le regalò il suo ruolo prediletto. Ai ’60, vissuti sotto i riflettori, le prime, le serate di gala, le premiazioni ufficiali, in cui la sua sola presenza e il suo stile attiravano l’attenzione dei fotografi e degli invitati, anni in cui detta le sorti della storia della moda tanto che, abiti e accessori, creazioni di Givenchy, Valentino e tanti altri, indossati sul set e nella vita di tutti i giorni, saranno parte della  mostra. E infine i ’70, lontano dalle scene, vissuti dedicandosi interamente al suo ruolo di mamma e moglie dimostrando che si può essere una grande star anche solo passeggiando per la strada, portando a spasso il cane, facendo la spesa, comprando il giornale, svolgendo il rito romano delle “pastarelle” della domenica, a braccetto con il proprio marito, per mano ai figli, dal fioraio, facendo shopping. Audrey diventa cittadina di Roma a tutti gli effetti e vive la sua vita tra il centro storico e i Parioli frequentando gli amici più cari, come una persona assolutamente “normale”. È la prima volta che la capitale la celebra, cogliendo l’occasione del 50° anniversario di Colazione da Tiffany e in contemporanea con il Festival Internazionale del Film di Roma. Diva del cinema, mamma e Ambasciatrice, è un tributo a questa grande star nella “sua” Roma, quello promosso dall’Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico – Sovraintendenza ai Beni Culturali di Roma Capitale, Audrey Hepburn Children’s Fund e UNICEF con il Club “Amici di Audrey”, organizzazione e servizi museali di Zètema Progetto Cultura, che servirà anche a raccogliere fondi per il progetto di lotta alla malnutrizione infantile sostenuto dal Club Amici di Audrey per UNICEF, a cui la stessa Audrey ha dedicato parte della sua vita in qualità di Ambasciatrice di buona volontà. Una mostra che, come spiega Dino Gasperini, Assessore alle Politiche Culturali e Centro Storico “ci racconta la vita romana di Audrey Hepburn – e, di conseguenza, le atmosfere della Roma di quegli anni – la quotidianità di una grande star, guidandoci oltre l’icona Audrey, tra oggetti personali, abiti, filmati e una selezione di scatti inediti, per approdare alla concretezza del suo modo di essere, tra sentimento dei luoghi, coscienza della magia dell’illusione e coraggio di costruire”.
www.arapacis.it

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