ALESSIO GISMONDI – CODICE A BARRE

Tradizione e design si fondono nell’impresa artigiana di famiglia che realizza oggetti a tiratura limitata

Alessio Gismondi, classe 1961, è il titolare di una ditta di artigiani che realizza pezzi di design in modo romantico e appassionato. Una modalità che corrisponde alla sua visione di questo lavoro, a partire dal suo primo approccio con esso: da adolescente, durante
le vacanze estive, nell’ebanisteria paterna. Oltre al percorso di studi per diventare disegnatore meccanico, la falegnameria di famiglia è stata la sua culla di esperienze lavorative e di collaborazioni con noti nomi dell’architettura e del design. Nel 1995 Gismondi ha rilevato l’azienda rinnovandole nome e stile: Codice a barre si occupa, oggi, della creazione di complementi d’arredo, a tiratura limitata, con il dichiarato intento di trasformare gli scenari quotidiani in luoghi evocativi, mediante l’incontro tra il guizzo del design e la tradizione della materia. Il rinnovo dell’impresa, che opera nel settore da tre generazioni, è avvenuto anche su un altro piano: Alessio ha recentemente restaurato la storica sede di Civitavecchia, che attualmente si estende su quasi 600 metri quadrati, generando una produzione in grado di spaziare dal mobile all’oggettistica, dal negozio all’abitazione, dall’ufficio del sindaco all’interno di un teatro, passando per eventi quali l’International Contemporary Forniture Fair di New York. Il suo approccio, in ogni caso, ha una linea ben precisa: “riuscire a coniugare forma e funzione, applicare un’accurata ricerca su materiali e finiture. Ma soprattutto – spiega – ha l’obiettivo fondamentale di rendere gli oggetti stimolanti e in grado di creare un habitat che sia non solo accogliente, ma che permetta di dimenticare la routine nella quale siamo quotidianamente costretti“. Così, la produzione artistica di Codice a barre rispecchia il pensiero di chi ci lavora, elemento reso evidente dall’attitudine concettuale e inventiva degli oggetti stessi. Il porta cd “vestito” da separè, le sedute modulari (tra cui “Virus”), il tavolino “Guggenheim”, la cui base metaforizza la struttura dell’omonimo museo e, ancora, la scrivania “Virgola”, omaggio estetico alla punteggiatura. “Mi stimola molto collaborare con i giovani – confessa Alessio – mi piace ascoltare diversi punti di vista. Credo che le scuole siano una fucina di nuovi talenti che sfornano continuamente contenuti con i quali confrontarsi“.

www.codicelab.com

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