Torna il RIFF – Rome Independent Film Festival

Diretto da Fabrizio Ferrari, torna con la XVI edizione dal 28 novembre al 3 dicembre alla Casa del Cinema di Roma con oltre 100 film in assoluta anteprima Italiana. In occasione dei cinquant’anni dalla creazione della Comunità Europea verrà proiettato Il figlio di Saul di László Nemes, pellicola vincitrice del David di Donatello per il miglior film dell’Unione Europea.

Focus quest’anno sulla Spagna in musica e sui diritti umani. Il programma Opere Prime, sottotitolo “storie e canzoni”  sarà coordinato dalla Fondazione spagnola SGAE (Società Generale degli Autori e degli Editori) e dall’Instituto Cervantes, e si pone come obiettivo di promuovere i lavori di cineasti emergenti. Sarà panoramica che vuole dare voce ai più giovani, e al contempo mettere in mostra la diversa sintassi del cinema contemporaneo spagnolo, in cui la musica diventa lo uno strumento per entrare  nell’immaginario filmico e illustrarne l’importanza argomentativa.

Inoltre T.E.H.R. (Tematic Exibition on Human Rights), in collaborazione con Amnesty International Italia terrà una serie di appuntamenti  sui diritti umani che avrà luogo alla Sala Trevi.

Dito puntato anche sul cinema dei paesi nordici,  “Viva il Nord”, una sezione che analizzerà la crescita del cinema del Nord Europa e come in questi paesi la politica culturale stia contribuendo alla crescita del settore, anche attraverso immagini e discussioni con gli autori, come la sceneggiatrice e regista danese Lise Birk Pedersen e la produttrice finlandese Sophia Ehrnrooth.

Dopo Claudio Caligari, anche quest’anno il Festival rende omaggio ad un altro grande autore del cinema italiano: Valerio Zurlini, a 35 anni dalla sua morte. Nel 1962 vinse il Leone d’Oro a Venezia per Cronaca Familiare (film che sarà proiettato al RIFF), e nella sua carriera produsse 10 film nell’arco di 20 anni di attività.

Non mancheranno le masterclass: quella di Lise Birk Pedersen, sceneggiatrice documentarista, e Luciano Tovoli, direttore della fotografia. Quest’ultimo, classe 1936, negli anni Settanta fu tra i protagonisti del rinnovamento dei canoni “luministici” del cinema italiano, importando nei film realizzati in studio il gusto per l’autenticità della fotografia di reportage. Anche regista, è stato fra i primi a incarnare in Italia un modello ‘colto’ di direttore della fotografia.

 

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