Caterina Padoa Schioppa

Vi presentiamo Caterina Padoa Schioppa, sezione Architettura e Design della terza edizione del volume RomaCreativa

Nata a Roma nel 1974, Caterina Padoa Schioppa si laurea in Architettura all’Università di Roma Tre. Il suo percorso di studio, ricerca e lavoro prosegue a Parigi passando poi per Londra
e concludendosi, per il momento, a Roma. Oltre a lavorare per alcuni studi di architettura parigini e londinesi, Caterina svolge attività didattiche in prestigiosi atenei italiani. Nel 2005 apre lo studio di architettura padOAK, che fa della multidisciplinarietà il suo punto di forza. “Il mio studio – spiega – è una piattaforma di
lavoro flessibile, a geometria variabile. Un laboratorio di ricerca ‘labour intensive’ che concepisce l’accumulazione di informazioni, di scambi culturali e di conoscenze come parte del processo generativo dal quale nascono le idee e le forme dell’architettura”.
Il principio fondamentale su cui si basa la filosofia dello studio padOAK è il rispetto del contesto in cui si inserisce un progetto architettonico. Quest’ultimo deve intendersi come naturale estensione di ciò che già esiste, senza però “mimetizzarsi” con il paesaggio. “Quando possibile si sfruttano le pendenze naturali – racconta Caterina – si enfatizzano le strutture del paesaggio articolando le sagome, radicalizzando le profondità visive e la molteplicità degli affacci, cercando relazioni ottimali con la luce e con la ventilazione naturale”. L’obiettivo dello studio dunque è la ricerca di una sintesi perfetta tra architettura e paesaggio all’interno di spazi che mutano continuamente, non solo nella forma, ma anche nei contesti sociali. Per comprenderli e interpretarli non servono rivoluzioni radicali. Secondo Caterina Padoa Schioppa basta semplicemente valorizzare il patrimonio esistente.
“La soluzione originale – spiega – il più delle volte non dipende dall’invenzione di nuovo materiale ma da un riciclo intelligente, da un assemblaggio innovativo e da una reinterpretazione semantica del materiale esistente, delle tecniche e delle pratiche
tradizionali. Questa è la nozione di sostenibilità che perseguo con la mia attività”. Così è avvenuto in uno dei giardini dell’Università Roma Tre quando, nel 2008, Caterina e altri collaboratori hanno progettato una struttura temporanea multireligiosa, realizzata interamente con materiali di riciclo.
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