Paolo Del Bravo

Agli inizi degli anni ’70 Paolo Del Bravo è uno studente di Lettere con una grande passione per la poesia visiva e i mezzi di comunicazione di massa. Inciampa in un articolo che parla di un mestiere particolarmente indicato per le donne: la copywriter. Perchè le donne sì e Paolo no? Molla casa e università, ed “emigra” a Bologna e poi a Milano, dove collabora con numerose agenzie di comunicazione italiane e internazionali. Nel 1985 è tra i fondatori dell’Art Directors Club italiano, la più prestigiosa associazione di creativi in Italia. I suoi lavori sono pubblicati sugli Annuals dell’Art Directors Club Italiano ed Europeo, su varie riviste internazionali come “Graphis”, “Hot Ads” e “Archive”. Negli anni ottiene oltre 150 riconoscimenti e premi, tra cui il prestigioso Grand Prix dell’Art Directors Club Europeo. Alla fine del 2007 fonda la Paolo Del Bravo Pubblicità. “Paolo Del Bravo Pubblicità rappresenta un nuovo modello di business per soddisfare un’esigenza fortemente sentita dal mercato: alta qualità a costi compatibili. Niente fees alla casa madre di Londra o di NY, niente CEO o amministratori delegati nullafacenti. E’ una struttura orizzontale, costruita con un network di professionisti della comunicazione con minimo 20 anni di esperienza in grado di offrire strategie, intelligenza creativa e qualità esecutiva a clienti italiani e internazionali”. Ed è proprio l’esperienza il punto forte di Paolo: quella che da oltre trent’anni lo guida a razionalizzare l’impulso creativo, a organizzarlo, e semplificarlo. “Credo che la pubblicità sia il secondo lavoro pià antico del mondo. Il primo, sappiamo qual è. Qualche maligno sostiene che tra pubblicità e meretricio ci siano delle affinità: anche il pubblicitario vende se stesso e si mette al servizio di marchi e prodotti rinunciando alla sua anima creativa. C’è del vero. Però mi consolo pensando ad illustri precedenti. Da che mondo è mondo qualcuno ha sempre avuto bisogno che qualcun altro raccontasse le sue gesta o celebrasse la sua
magnificenza”. Ma qual è oggi il compito di un bravo creativo in pubblicità? “Non è quello di snocciolare trovate improbabili ma, all’opposto, di razionalizzare l’impulso creativo, renderlo terreno, credibile, verificabile, accessibile”.

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