MARCO e GIANLUIGI GIAMMETTA Giammetta & Giammetta

Visionari nel pensiero e nell’azione, i due fratelli si dividono tra architettura e design, austerità e rottura degli schemi

“La nostra ricerca va al di là degli aforismi architettonici. È un’avventura all’interno della natura più profonda dei nostri desideri e di quelli di coloro che abitano il mondo da noi pensato”. Questo è il pensiero dei due fratelli Giammetta, scettici di fronte a tutto ciò che è scontato. Dopo aver collaborato con lo studio di Massimiliano Fuksas, una delle firme più in vista dell’architettura mondiale, nel 1994 aprono il loro studio romano svolgendo le prime esperienze professionali nel campo dell’exibith design. La loro filosofia progettuale si basa sulla “ricerca del rapporto tra architettura e comunicazione e si pone come obiettivo la creazione di spazi sensoriali, in grado di essere “vissuti” e “toccati”. Nel 2002 fondano la società Giammetta & Giammetta e l’anno successivo la società 3G; sono docenti al Master in Lighting Design MLD dell’Università degli Studi di Roma La Sapienza e tra i curatori del padiglione “Uneternal City” alla XI Mostra Internazionale di Architettura presso la Biennale di Venezia. Camaleonti e giocolieri dell’architettura, hanno evitato di fossilizzarsi su una sola idea per cavalcare con leggerezza e fantasia lo spirito di numerosi incarichi professionali, ed è così che curano, parallelamente all’attività di progettazione architettonica, l’ideazione e la direzione artistica di convention ed eventi finalizzati al lancio di nuovi prodotti. Realizzano numerose scenografie, allestimenti, mostre, utilizzando ogni volta linguaggi differenti ma complementari, servendosi dell’architettura come strumento di “comunicazione sensoriale”. Per i fratelli Giammetta, l’architettura rimane “la ricerca di un’atmosfera legata al piacere del bello. È la stimolazione sensoriale che deve coinvolgere gli spazi in cui viviamo e la gente che li condivide. Si tratta di trasformare in esperienza tattile e visiva un mistero ben nascosto nelle pieghe del corpo e della mente. Tutto questo cercando di mantenere intatta la sua essenza di mito o chimera, e riuscendo a percepire il punto di sintesi, senza però mai veramente raggiungerlo poiché il nostro è un percorso di ricerca che deve seguire e preconizzare il percorso di vita della gente”. Oggi lo studio opera in tre settori differenti ma allo stesso tempo complementari: interior design, exhibit design e architettura, perché solo “sovrapponendo e confrontando il linguaggio proprio della comunicazione, fatto di segni, con quello dell’architettura si riesce a costruire una sorta di codice che punta a stimolare i sensi realizzando un’architettura da toccare, guardare, vivere”. I due architetti operano da sempre a Roma nel tentativo di far tornare la città “ad esercitare cultura e ad immaginare se stessa non come un meccanismo fermo e inanimato ma come un corpo in movimento e in perenne trasformazione rivolto verso il futuro”. Per essere protagonisti di questo processo di trasformazione della città è importante “una politica del fare che ridoni centralità al progetto quale unico strumento capace di restituire nuove visioni, che mettano al centro del dibattito culturale e politico la costruzione di un nuovo modello della città di Roma”.
www.giammetta.it

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