MA0/EMMEAZERO

Partecipano all’Architecture Talks, progetto di MAXXI Architettura, mercoledì 29 giugno insieme a studioUAP, FANstudio e -scape

ma0/Emmeazero nasce nel 1996 a Roma come studio di architettura, per poi ampliare il suo raggio d’azione agli allestimenti, alle installazioni multimediali e ai siti web. “L’architettura – dice Alberto Iacovoni, uno dei fondatori dello Studio e oggi Direttore della sede romana dell’Istituto Europeo di Design – è un sapere di mezzo, etimologicamente un media, tra diverse discipline e geografie del territorio. L’obiettivo è restituire il potere di plasmare lo spazio al suo utente-abitante, dalla leggerezza immateriale delle installazioni multimediali fino alla massa concreta dell’architettura, e di restituire alla città quella intensità d’uso, molteplicità delle relazioni, sedimentazione dell’identità, in altre parole, quella ricchezza che è propria della città storica”. Tra i soci e fondatori dello studio figurano, oltre a Iacovoni, classe1966, Massimo Ciuffini 1966, Ketty Di Tardo, 1968, Luca La Torre, 1964. Nel corso degli anni ma0 ha realizzato numerosi progetti e allestimenti tra cui la progettazione integrata della prima mostra sui videogames in Italia, “PLAY: il mondo dei videogames”, al Palazzo delle Esposizioni a Roma, la serie di installazioni touch screen e, recentemente, ha progettato e realizzato, in collaborazione con l’Interaction Design Institute di Ivrea, “La memoria degli oggetti”, allestimento interattivo nello studio Castiglioni a Milano, e concluso la progettazione per il Comune di Bitonto di “Playstory, interazioni nel centro storico” della città. Nel 2007 ma0 ha ottenuto l’incarico per uno studio urbano per l’ampliamento della città di Almere, in Olanda, e recentemente ha inaugurato a Roma la prima di una serie di librerie per Vivalibri. “Difficile parlare di Roma, per una persona come me che in questa città è nata, cresciuta e vissuta. Dove ha lavorato. Roma è una città incredibile, che amo tantissimo, ma è caratterizzata da una complessità enorme. Vorrei parlare di un sentimento di colpevolezza nei confronti di questa città, per lo scempio che è stato compiuto negli ultimi anni. Così, insieme a un gruppo di architetti abbiamo fondato un collettivo che si chiamava RomaLab, che ha esplorato l’espansione dell’ultima città, per vedere con i nostri occhi quello che stava accadendo. Ci siamo resi conto che si trattava di un processo che stava cambiando in maniera irreversibile il territorio in una direzione che non ci saremmo aspettati. Il problema è il sistema, l’insieme, che ha prodotto forme di urbanità insostenibili. Per uscire da questa situazione dobbiamo continuare a essere positivi e propositivi: l’attenzione di ma0 si focalizza su quella parte di spazio della città, quello pubblico, che ha ancora una sua plasticità e una sua capacità di essere trasformato. Poi è necessario fare sistema poiché crediamo che questa sia una delle maggiori criticità di Roma. Noi architetti abbiamo il compito di essere ottimisti, di pensare che ogni trasformazione può sempre portare con sé un elemento positivo”.
www.ma0.it

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