LE SEDIE

Un luogo dove il rapporto stretto con la memoria si trasforma in racconto che assume tutte le modalità espressive

A Labaro, sulle sponde settentrionali del Tevere, un tempo ponte verso la campagna dell’Agro Pontino, Francesca Biancat, Valeria Lama, Andrea Pergolari e Anna Lisa Pulizzi creano Le sedie come raccoglitore di iniziative culturali formative e sociali legate alla narrazione di storie e al teatro. Il nome è tratto dall’opera omonima di Eugène Ionesco, in cui le sedie davano la misura della solitudine sofferta dai due anziani protagonisti nell’attesa dei convitati. Ogni sedia ha una sua identità, è un personaggio mancante, e accresce l’isolamento dei due. Su questo giocano i quattro fondatori, sul voler far uscire dall’isolamento la propria individualità. Con questo centro di narrazione vogliono creare un archivio di storie, testimonianze orali e ricordi che possano manifestarsi secondo diverse espressioni artistiche. Labaro è il polo geografico attorno a cui ruota l’attività di Le sedie. E’ un luogo con le caratteristiche di un paese e i servizi della metropoli, esclusi però quelli culturali. In questo si innesca il progetto del centro di narrazione che si pone come spazio interattivo e punto di attrazione culturale per gli abitanti del posto, proponendo il racconto di storie e offrendo un nuovo servizio. Il loro lavoro nasce dalla necessità di comunicare, restituendo le storie narrate attraverso il teatro, il cinema e i laboratori creativi. Come spiegano, “Le sedie è un progetto che possiamo definire ‘innovativo nella tradizione’ perchè partendo da un dato sociale, quale il rapporto con la memoria e il tempo, cerca di trasformarlo in dato culturale, in racconto, sotto tutte le sue diverse forme espressive, anche quelle tecnologicamente più innovative. Si pone quindi come un punto di raccolta di storie che trovano come ulteriore strumento di distribuzione la nostra rivista semestrale, Narratempo”. L’importante è rendere partecipe il pubblico, renderlo parte dello spettacolo, “c’è un concorso di creatività tra attore e spettatore. Ogni spettatore mette in gioco la propria immaginazione per cercare il racconto che si nasconde nelle cose. Attive anche alcune collaborazioni come quella con il College of Rome, con cui sono stati attivati laboratori professionali di scrittura creativa e di recitazione in inglese presso gli spazi di Labaro; mentre una realtà con la quale ci confrontiamo quotidianamente sono le scuole del quartiere alle quali proponiamo laboratori teatrali e un discorso aperto di coinvolgimento a tutte le attività del centro”.

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