Laura Moro

Romana, classe 1967, Laura Moro si è laureata in architettura con il massimo dei voti. Prosegue l’attività di studio con un dottorato di ricerca in Conservazione dei Beni Architettonici presso l’Università di Napoli. Nel 1998 si trasferisce a Venezia, dove avvia una collaborazione con l’Università IUAV. Nel 2000 entra nei ruoli del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Tornata a Roma, nel 2011 viene assegnata alla Direzione Generale per i Beni Architettonici ed il Paesaggio, dove si occupa di metodologie di conoscenza e conservazione del patrimonio culturale.

Nel 2009 è chiamata a dirigere l’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione (ICCD) del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Dal 2008 insegna prima Restauro e ora Tutela del Paesaggio, all’università di Roma. “Fin dagli studi universitari mi sono occupata della conoscenza e della conservazione del patrimonio culturale; prima come libera professionista, poi come funzionario del Ministero per i Beni Culturali, ora come dirigente dell’ICCD. Un percorso variegato, vissuto però nel solco della passione per i contesti culturali dove arte, architettura, paesaggio, antropologia sono indissolubilmente legati dai fili della storia. In questo percorso la fotografia ha svolto e svolge un ruolo fondamentale in quanto testimone per eccellenza dell’evoluzione dei ‘paesaggi umani’ e della loro percezione“. Infatti, un fronte di attività particolarmente intenso dell’Istituto centrale per il catalogo e la documentazione è costituito proprio dalla fotografia storica. Un campo di studio che impone un approccio colto e consapevole, basato sull’assunto della permanenza nel tempo dei documenti fotografici e sulla possibilità di ricostruirne le relazioni. “L’originalità sta nel trovare forme di gestione che sappiano, sia nei fatti sia nella percezione comune, traghettare fuori dall’autoreferenzialità una complessa macchina burocratica. Credibilità e incisività sono i termini della sfida a cui applicare una progettualità che non abbia paura di essere creativa o di accogliere la creatività di chi da cittadino si relaziona con la pubblica amministrazione. L’obiettivo è quello di mantenere anche nell’attualità il senso del documentare, raccontare, raccogliere, tramandare. Per questo bisogna avvicinare l’istituzione pubblica ai giovani, e con loro condividere un’idea di futuro. Mi sembra sia una delle poche cose sensate da fare in questo momento storico”.

www.iccd.beniculturali.it

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