Giacomo Bevilacqua

La carriera di Giacomo Bevilacqua era praticamente già segnata al momento della sua nascita. Suo padre era un musicista ma, soprattutto, un collezionista di fumetti. Crescendo, Giacomo frequenta il liceo artistico e poi la Scuola Internazionale di Comics, diventando una delle firme più interessanti del panorama fumettistico italiano. Dal 2003 inizia a disegnare per la casa editrice Eura alcuni albi dei personaggi di “John Doe” e “Detective Dante”, poi crea insieme allo sceneggiatore Lorenzo Bartoli il personaggio di “Easter”. L’abilità del disegno – che, come lui stesso dice, “nasce dalla mia testa, arriva alla mano e poi la penna fa il resto” – lo porta a realizzare storyboard per film, pubblicità e naturalmente il famoso personaggio di Panda della serie a fumetti “A Panda piace”.

Nel maggio 2008 l’autore era in chat con un’amica quando questa gli dice che il suo animale preferito è il panda. Nello stesso momento alla televisione danno “il favoloso mondo di Amelie” quando una battuta del film recita “ad Amelie piace”. L’associazione mentale di questi due elementi diventa “A Panda piace”. E’ così che Giacomo racconta di aver avuto l’idea, in modo del tutto fortuito e casuale. La sera stessa comincia a lavorare con l’intento di regalare qualche disegno agli amici. Ma il mese successivo, quando le tavole cominciano a farsi numerose, Giacomo decide di mettere le avventure del personaggio di Panda in rete, dedicandogli un blog. Tre strisce per ogni storia, per raccontare quello che piace a un panda: salutare le pecore aliene dal treno spaziale, oppure il disturbo dell’attenzione.

Centinaia di cose che variano dalle situazioni più assurde e improbabili a quelle più tenere. Da quel momento la popolarità del Panda che in realtà incarna i vizi e le virtù dell’uomo comune, diventa inarrestabile. La casa editrice Edizioni BD contatta subito Giacomo per una pubblicazione cartacea. Nel 2010 l’emittente televisiva La7 gli commissiona 10 soggetti animati da mandare in onda durante le feste natalizie. Non solo: sempre più riviste, giornali e portali chiedono di poter ospitare le strisce di “A Panda piace”. Il motivo del successo lo si deve sicuramente alla capacità che ha l’autore di far divertire con qualcosa di semplice. Soprattutto, come racconta lui stesso, “nel fumetto di Panda troviamo elementi della vita di tutti i giorni che possono essere ricondotti a ognuno di noi. Insomma, tutti ci si possono ritrovare, anche se io non faccio nient’altro che parlare della mia vita e delle mie esperienze“.

PANDALIKES.BLOGSPOT.IT

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