DARIO COLETTI

Dopo aver sperimentato tanti percorsi ha scelto di raccontare con le immagini i diversi volti dell’umanità

Fotografo professionista romano, Dario Coletti ha iniziato quest’attività all’età di trent’anni. Prima di allora era stato operaio, operatore educativo e libraio ambulante: esperienze che sommate a quelle politiche e associative sono state fondamentali nella sua formazione. Poi la decisione di dedicarsi alla fotografia e di collaborare con alcune agenzie fotogiornalistiche. Dopo un viaggio di lavoro nello Sri Lanka inizia a seguire un proprio itinerario personale. Da allora Coletti ha partecipato a diverse pubblicazioni e mostre in tutto il mondo. Oggi è vicedirettore dell’Istituto Superiore di Fotografia e Comunicazione Integrata di Roma, dove insegna da sedici anni, e nel quale è responsabile del settore reportage nonché coordinatore, assieme a Manuela Fugenzi, del Master di
Fotogiornalismo. “All’inizio ho lavorato nel campo della fotografia di attualità in collaborazione con alcune agenzie di stampa: la ricerca della notizia, la progettazione del
reportage, l’esecuzione e la verifica dell’attività sono diventati un percorso applicabile a tutto quello che facevo. Era importante stare sulla notizia, alzarsi presto, leggere i giornali e le agenzie di stampa, programmare la giornata e prendere nota dei lavori da svolgere durante la settimana o in quella futura, partecipare alla riunione di redazione, confrontarsi
con gli altri fotografi, uscire e rientrare con il materiale nei tempi della postproduzione e della diffusione. E ripartire subito dopo per altri lavori”. Dopo un paio di anni di questa attività Dario segue un gruppo di italiani in pellegrinaggio sulle orme del Buddha nello Sri Lanka. Questo è un momento importante nella sua carriera di fotografo. Si sente pronto a realizzare un proprio itinerario personale: “Ero pronto a cercare tempi più adatti alla mia indole e a una riflessione più intensa, di indirizzare la mia attenzione verso temi di interesse generale. Da un punto di vista imprenditoriale ciò significava rivolgermi a un’editoria di più ampio respiro, affrancarmi dalla frenesia del quotidiano con l’obiettivo di valorizzare tutta la mia produzione e non una singola foto. Intraprendere questo percorso mi ha rivelato che il mio interesse primario era l’umanità e le sue manifestazioni: la dignità, la spiritualità, il lavoro, la festa, il ritrovarsi dentro una tradizione, la difesa del proprio ambiente e via dicendo. È questo che faccio oggi per vivere”.
www.dariocoletti.com

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