ANGELO TURETTA

Ritrattista di artisti, racconta Roma da anni e collabora con molte produzioni cinematografiche

Angelo Turetta inizia la sua carriera fotografando l’avanguardia teatrale degli anni ‘70 e ‘80. Dal 1982 collabora con Contrasto, lavorando come ritrattista di scrittori, musicisti, artisti e come reporter seguendo specifici temi sociali di attualità nazionale e internazionale con una costante particolare attenzione alla città di Roma. La realizzazione di servizi come fotografo di scena lo ha portato a realizzare un ampio affresco sul cinema italiano, lavoro con cui ha vinto, nel 2001, il primo premio Art Section del World Press Photo. Angelo non ha un luogo specifico in cui lavora, passa la maggior parte del suo tempo nelle produzioni cinematografiche e non si definisce un grande fruitore della rete, dove infatti non possiede neanche un sito internet: “il mio lavoro è visibile sul sito di Contrasto, nonché digitando il mio nome su Google”. Il tempo, secondo lui, va impiegato per approfondire la propria conoscenza della materia. “Fare fotografia vuol dire prendersi la responsabilità di fare cultura (come in tutte le espressioni artistiche). Questo significa, prima di tutto, formarsi una buona base culturale e tenerla costantemente aggiornata. Inoltre, bisogna alimentare l’infinita curiosità che è alla base di ogni scoperta e di ogni miglioramento e che non deve essere mai abbandonata”. Angelo Turetta racconta Roma da anni e collabora con quasi tutte le produzioni presenti sul territorio: “Roma è un’ottima piazza per il mio lavoro. Sono anni che racconto, con le immagini, questa città. Anche perché qui ci sono quasi tutte le produzioni cinematografiche con cui collaboro. Non so se la mia attività influisce in qualche modo. A volte le mie immagini denunciano, a volte, semplicemente, raccontano”. Angelo porta avanti il suo lavoro senza collaboratori, soltanto per la post produzione digitale si appoggia a un laboratorio, mentre per le immagini analogiche sviluppa il bianco e nero personalmente nella sua camera oscura. Fuori dalla rete, ha con la città di Roma un rapporto personale di amore che lo ha portato a viverla e a raccontarla liberamente: “ho poco a che fare con le istituzioni della città, ma penso che meno burocrazia e più responsabilità sarebbero comunque un bel passo avanti”. Proprio pensando a questo ci racconta la sua ammirazione per il senso civico e la qualità di vita e di lavoro di molte città del Nord Europa, Germania in testa. Quello che augura alla Roma del futuro è che raggiunga quegli standard di qualità, di civiltà e di cultura fotografica capaci di portare la capitale italiana a diventare un punto di riferimento nazionale e internazionale. Un percorso ancora lungo da fare ma che, forse, sta già iniziando.
www.contrasto.it

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