ANDREA CIOFI DEGLI ATTI – PANOROMA

Una società che fa progetti multimediali e che opera nel campo della fotografia immersiva applicata all’architettura

Le giornate passate a fare fotomontaggi per il suo lavoro, un nonno con la passione per la fotografia, la lettura di “Roma Moderna” di Italo Insolera, la visione di “Le mani sulla città” di Francesco Rosi, la conquista di un po’ di tempo per viaggiare, il tutto cucinato con una Nikon, una testa panoramica montata su cavalletto, un GPS e un registratore digitale. Sono questi gli elementi che Andrea Ciofi Degli Atti, architetto romano classe 1970, ha condiviso con Germania Pierucci per lanciare l’idea con la quale ha vinto il “Fondo per la Creatività” della Provincia di Roma. Il bando ha permesso, infatti, di dar vita a Panoroma snc, la società che si occupa di progetti multimediali basati sulla fotografia immersiva, soprattutto applicata all’ambito architettonico. Panoroma opera nel campo della fotografia, dell’interaction design e della creazione di software per la produzione e lo sviluppo di progetti multimediali legati alla fotografia panoramica immersiva: panoramiche cilindriche, cubiche, sferiche, riprese a 360 gradi e visite virtuali. Questo contesto genera chiaramente una predilezione verso contenuti legati alla trasformazione territoriale, allo sviluppo urbano, all’architettura e all’arte contemporanea. “La freddezza della fotografia tradizionale e del mondo dell’arte nei confronti della fotografia immersiva, utilizzata finora prevalentemente per fini commerciali online, la rendono un campo di sperimentazione
narrativa ancora tutto da esplorare”. Questa tecnica, infatti, ha delle enormi potenzialità che spaziano in molteplici rami: permette una rivoluzione nel metodo di archiviazione e fruizione degli archivi fotografici tradizionali, favorendo lo studio dei mutamenti urbanistici, territoriali e sociali; genera un’innovazione tecnologica legata a prodotti destinati al consumatore, al mondo dell’architettura e a quello del cinema; costituisce un interessante elemento d’indagine a livello artistico e di comunicazione, soprattutto considerando la risonanza che stanno ottenendo videoarte e performance multimediali. Viene da chiedersi qual è il filo che lega Andrea a questa modalità espressiva. “Se l’atto di fotografare nasconde un desiderio di possesso, nel mio caso si può parlare di vero e proprio stalking: una volta individuato un soggetto, non lo mollo più. Mi interessa metterlo a nudo, cercare di svelarne i differenti punti di vista e seguirlo nel tempo”.

www.panoroma.it

Lascia un commento