Sara Pichelli

Sara Pichelli si diploma alla Scuola Internazionale di Comics. Prima di iniziare la sua carriera come disegnatrice di fumetti lavora qualche anno nel mondo dell’animazione tradizionale e 3D, ma come lei stessa racconta in un’intervista su un portale dedicato ai fumetti: “nel nostro Paese l’animazione non è un mercato fiorente. In più non volevo sentirmi solo una parte in un meccanismo produttivo molto più ampio ma sentivo il bisogno di avere il pieno controllo del prodotto artistico sui cui lavoravo“.

Così, nel 2007, inizia la sua “gavetta” diventando assistente del fumettista David Messina, oggi il suo compagno. Insieme lavorano sulla serie “Star Trek” per la casa editrice americana IDW. Nel 2008 è stato proprio David a suggerirle di presentare i suoi disegni al “Chesterquest”, concorso organizzato dal colosso mondiale Marvel per selezionare nuovi talenti. Sara partecipa. E vince. Da quel momento lavora su fumetti come “X-Men”, “NYX” e “Spider-Man”. Ma soprattutto per lei, da quel momento, vale la massima del supereroe più famoso del mondo: “da un grande potere derivano grandi responsabilità”. Nella serie limitata “Ultimate fallout” la Marvel ha infatti deciso di cambiare volto al protagonista dell’Uomo-Ragno e ha scelto quello di un’adolescente di colore. “Ci abbiamo messo tre mesi per creare l’aspetto di Spidey” racconta la disegnatrice. “Credo che sia un riflesso del bisogno naturale di diversificazione sociale ed etnica che la società sta lentamente manifestando. Supereroi bianchi hanno popolato i sogni di bambini per decenni, fino a diventare simboli“.

Ma oggi, in un mondo che sta cercando di sbarazzarsi della zavorra del pregiudizio razziale, avere un’icona come Spider-Man di colore è un sintomo di evoluzione. Un messaggio che si vuole lanciare alle future generazioni, così che possano sognare senza eccezioni. Una grande responsabilità, dunque, che Sara Pichelli gestisce prima di tutto con un lavoro sulla profondità dei personaggi, sulla loro personalità e psicologia. Solo in questo modo, spiega la giovane artista, “il lettore potrà viaggiare insieme a me nelle storie che solo i fumetti possono raccontare”.

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