Roberta Nicolai

Roberta Nicolai è drammaturga e regista. Sua è la direzione artistica del Triangolo Scaleno Teatro di Roma. Laureata in filosofia, Roberta ha da sempre sperimentato la didattica teatrale in contesti non convenzionali quali ad esempio, i campi rom. Nel 2005, con la sua officina artistica, dà il via al progetto Teatri di vetro. E’ un festival che ha come principale obiettivo la diffusione e la promozione della cultura teatrale contemporanea, sottolineando quell’interesse per gli spazi che travalicano i confini del classico palcoscenico. “La mappa del festival” – spiega l’artista -” include teatri e spazi urbani, cortili e strade del quartiere, interagisce con gli abitanti e le comunità, coinvolge un pubblico ampio e differenziato e si restituisce alla città come un’occasione e un’esperienza di pratiche e pensiero“. La sesta edizione di Teatri di vetro ha visto come protagonisti quegli spazi non convenzionali cari a Roberta. Dal Teatro Palladium le rappresentazioni si sono diffuse in altri teatri, scuole e stazioni, cortili e abitazioni private, coinvolgendo l’intero tessuto del quartiere Garbatella e della città di Roma. Roberta è convinta che questi spazi siano lo specchio di un teatro sperimentale che vuole innanzi tutto rompere ogni tipo di schema ed è convinta del fatto che gli operatori culturali oggi debbano tracciare nuovamente le regole di un sistema teatrale completamente nuovo: “Abbiamo abbracciato la complessità della scena contemporanea e ricercato il senso originario dell’azione creativa. Teatri di vetro non è un format. E’ un processo in evoluzione che tende a modificarsi continuamente rimanendo in ascolto della realtà. La centralità della creazione fa sì che sia proprio il tessuto artistico a guidare e a costruire l’azione progettuale. Dall’identità artistica abbiamo elaborato, negli anni, pratiche organizzative e comunicazionali. Ogni elemento della gestione è un prolungamento del progetto artistico“. La rappresentazione teatrale si fa dunque puro gesto creativo per raccontare la complessità dell’essere umano. “Si forza e si dilata, si fa eccedente. Fa spazio per i pensieri degli artisti sulla scena, per le elaborazioni teoriche che si sono fatte corpo, per il pensiero di chi la scena la crea. Il teatro che verrà avrà le nostre sembianze. Dobbiamo progettarci per essere all’altezza dei nostri desideri e delle nostre aspirazioni, cercando la nostra necessità e non più i nostri sogni“.

Ph. Giuseppe Distefano

WWW.TRIANGOLOSCALENOTEATRO.IT

www.teatridivetro.it

 

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