PREMIO ITALIA

Il MAXXI presenta i quattro finalisti per la seconda edizione del riconoscimento nell’arte contemporanea

Riparte il Premio Italia Arte Contemporanea, promosso dal MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo, mentre fino al 4 aprile saranno ancora in mostra le opere di Rossella Biscotti vincitrice della I Edizione assieme ai lavori degli altri finalisti, i gemelli Gianluca e Massimiliano De Serio, Rosa Barba e Piero Golia). Giorgio Andreotta Calò, Patrizio di Massimo, Adrian Paci e Luca Trevisani sono i nuovi nomi dei quattro finalisti per la seconda edizione del Premio. Gli artisti, italiani under 45, sono stati scelti da una giuria internazionale composta da nomi noti in ambito artistico quali Elena Filipovic curatore al WIELS Contemporary Art Center (Bruxelles), Udo Kittelmann, Direttore Staatliche Museen (Berlino), Anna Mattirolo, Direttore MAXXI Arte, Jessica Morgan curatore Tate Modern (Londra) e dall’artista Luigi Ontani e coordinati da Bartolomeo Pietromarchi. “Con la seconda edizione del Premio Italia Arte Contemporanea – dice Anna Mattirolo, Direttore del MAXXI Arte – prosegue l’impegno del MAXXI nel sostegno e nella ricerca dedicati all’arte contemporanea italiana. Grazie a questo Premio infatti, il museo ha la possibilità di produrre e acquisire lavori delle ultime generazioni di artisti nati o residenti in Italia. Vorrei sottolineare il momento davvero fortunato che ci vede a confronto con una generazione di artisti particolarmente vivace, sensibile e matura: la sicurezza con la quale si confrontano con lo spazio innovativo del museo e con la scena artistica internazionale, ci conferma che stiamo andando nella direzione giusta”. Il vincitore sarà scelto sulla base dei lavori proposti dai finalisti per l’esposizione che a fine 2011 coinvolgerà gli spazi museali. Infatti a dicembre sarà realizzata una mostra con opere prodotte per l’occasione dal museo stesso. L’opera vincitrice entrerà a far parte della collezione permanente del museo e all’artista verrà dedicato un catalogo monografico su tutto il suo percorso artistico.
Gli artisti sono stati selezionati per le seguenti motivazioni:

Giorgio Andreotta Calò (Venezia, 1979 – vive e lavora ad Amsterdam) selezionato da Chiara Parisi, Direttore Centre international d’art et du paysage (Ile de Vassivière, Francia), è stato scelto dalla giuria perché “attraverso le sue sculture, installazioni e video ha creato opere che si collocano tra la poesia e la politica, con un legame molto forte ai temi del paesaggio e al problema della clandestinità. L’artista esplora quasi ossessivamente i limiti e i confini dello spazio e del corpo nel tempo”. Nei suoi lavori affronta la realtà delle periferie cittadine e la desolazione di alcuni ambienti naturali che mette in risalto la solitudine sociale e psicologica dell’uomo odierno.

Patrizio di Massimo (Jesi, 1983 – vive e lavora ad Amsterdam) selezionato da Francesco Manacorda Direttore di Artissima (Torino) è stato inserito tra il finalisti perché “rappresenta un unicum in Italia per la capacità di fondere un’efficace critica alla storiografia del nostro paese con una sperimentazione linguistica innovativa. Analizzando i fatti storici del colonialismo italiano l’artista parla in realtà del nostro presente storico e dell’identità nazionale, sviluppando una ricerca non solo estetica ma socio-politica sul ruolo propagandistico del ‘ritorno all’ordine’ delle avanguardie durante periodi di conservatorismo”.

Adrian Paci (Shkoder- Albania, 1969 – vive e lavora a Milano) presentato da Cristiana Perrella curatore indipendente, è stato selezionato per l’approccio interessante alle tematiche al centro del suo lavoro: l’esperienza dell’emigrazione, il nomadismo, l’identità, il rapporto tra privato e dimensione collettiva. “Le sue opere vanno dalla scultura alla fotografia, dal video alle installazioni, con capacità iconica fuori dal comune. Paci costringe a ragionare su cosa voglia dire per ciascuno appartenere a un contesto, sul rapporto con le radici, non necessariamente nella condizione di migrante, ma in senso più aperto come disorientamento e fatica ad individuare una propria “casa”.

Luca Trevisani (Verona, 1979 – vive e lavora tra Berlino e l’Italia) presentato da Andrea Bruciati, Direttore artistico della Galleria comunale d’arte di Monfalcone, è stato scelto per i suoi lavori che spesso “comportano lunghe e articolate operazioni di ricerca e riguardano il tema della collettività, indagando gli spazi e le dinamiche della condivisione”. L’artista che attinge alla storia, l’attualità, i testi scientifici, la letteratura, si ispira anche ai fenomeni naturali “costruendo le sue “sculture” attorno all’idea di flusso, di gorgo, di situazioni in cui il confine si perde”.
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