NATURÆ

Allo Studio Orizzonte il 29 settembre si inaugura l’esposizione di Paolo Gioli. All’interno del circuito di FotoGrafia- Festival internazionale di Roma la mostra continua fino al 28 ottobre

Una mostra fotografica in cui il nudo femminile prende forma attraverso l’obiettivo e l’interpretazione di Paolo Gioli. Si inaugura a Roma, il 29 settembre 2011 alle ore 18.00, presso Studio Orizzonte, in via Barberini 30, la mostra “Naturæ” a cura di Giacomo Daniele Fragapane, per la direzione artistica di Antonio Barrella. L’evento fa parte del circuito 2011 di FotoGrafia- Festival internazionale di Roma e presenta un ciclo di Polaroid in formato 50×60 ottenute con una grande camera ottica di fabbricazione artigianale, senza otturatore. Una serie di immagini che, riportate su carta come fossero tele, ripropongono l’esperienza artistica e la sperimentazione del fotografo veneto, nella capitale fino al 28 ottobre. “La superficie sensibile, infatti, è trattata con diverse tecniche tipiche della produzione di Gioli (pressioni, sfregamenti, tagli, segnature luminescenti) e poi talvolta, successivamente allo sviluppo dell’immagine, coperta nella metà superiore con alcuni strati di pittura acrilica”. L’elemento narrativo è la donna e la sua femminilità: attraverso una serie di nudi ripresi frontalmente all’altezza del sesso, l’artista ritrae ogni singolo soggetto con un fiore. “Ogni fotografia può infatti essere intesa allo stesso tempo come oggetto unico irriproducibile (ogni Polaroid lo è per definizione, a maggior ragione se ulteriormente lavorata con tecniche fotografiche artigianali o addirittura proto fotografiche) e come elemento di una struttura testuale più articolata, virtualmente interminabile (lo stesso gesto è infatti reiterabile all’infinito: e allora subentrerà l’accumulo “catalogatorio” dei soggetti e la loro organizzazione tipologica in classi, tipi, strutture formali ecc…). La medesima ambiguità e complessità di rimandi si manifesta nel gesto censorio dell’intervento pittorico, che copre l’emulsione sensibile cancellando parzialmente il soggetto fotografato e innescando un gioco di tensioni e rimandi tra la zona superiore e la zona inferiore dell’immagine; tra la sua costituzione materica e la sua funzione mimetica; tra ciò che essa nasconde e ciò che rende visibile”. L’artista si distingue per aver utilizzato negli anni la Polaroid e aver approfondito le molteplici possibilità espressive del processo inventato da Edwin Land: ad esempio è stato il primo ad operare il trasferimento della materia Polaroid su carta da disegno o su seta. Tra i suoi lavori storici più importanti ricordiamo tra gli altri: Nudi telati (1979), Omaggio a Hippolyte Bayard e Cameron Obscura (1981), Omaggio a Nièpce (1983-89), Natura Obscura (1986-87), Autoanatomie (1987), Maschere (1988-90), Torsi (1997), Immagini luminescenti (2007).
www.studiorizzonte.com

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