MYRIAM BOTTAZZI MYRIAM B

Il 29 gennaio al Tempio di Adriano partecipa ad A.I. Fair, la fiera delle vanità artigiane: appuntamento di AltaRoma AltaModa

“Il mio pubblico cerca un prodotto unico e originale che non appartiene alle proposte del grande mercato della moda o a brutte copie di sottoprodotti dell’arte e del design”. Questo è il segreto del successo di Myriam Bottazzi, stilista nata a Milano e romana di adozione, che accosta tra loro oggetti e materiali comuni, in soluzioni inedite. La stilista “decontestualizza” l’oggetto attraverso la riproduzione di simboli della vita quotidiana in nuove misteriose metamorfosi, seguendo una modalità operativa già tracciata da Duchamp e Man Ray. “Nonostante la crisi economica e la crisi di identità che ha colpito anche il quartiere San Lorenzo a Roma dove vivo e lavoro, negli ultimi anni continuano a esserci segni di fermento e di speranza dove piccoli e quotidiani sforzi trasformano l’energia del territorio in nuove forme di creatività e occasioni. Il rinnovarsi delle presenze è dovuto, soprattutto, al passaparola di un pubblico romano ricettivo e alla cura dell’immagine nella rete. Questo mi permette con ancora più convinzione di continuare a non adeguarmi, a non appiattirmi, ma a proseguire nella mia ricerca artistica e artigianale senza timori e senza omologazioni”. I suoi accessori vivono di vita autonoma e indipendente e, per la loro grande potenzialità creativa, possono permettersi di sottintendere abiti che gli facciano da supporto. Da sottolineare l’interesse della stilista per chi è solo all’inizio. “Negli ultimi anni ho collaborato con grande soddisfazione con giovanissimi all’inizio della loro carriera, mettendo a loro disposizione le mie creazioni. Giovani provenienti dall’Università La Sapienza, dalla Scuola Romana di Fotografia, stylist e fotografi che hanno realizzato progetti, nati sul territorio, interessanti, innovativi e rispettosi della mia immagine. Questi sono stati poi intercettati da riviste d’avanguardia, free press, fashion blog, sempre attenti alle novità”. La stilista è molto legata a quella che è diventata la sua città e alla sua zona di adozione ed è per questo che a San Lorenzo, quartiere romano “ricco di fermento e iniziative artistiche, artigianali e commerciali di qualità” ha voluto investire nell’idea di ‘collaborazione’ contribuendo alla nascita di un’associazione culturale (Made in San Lorenzo) che ha tra i suoi obiettivi quello di riqualificare il territorio attraverso la creazione di una rete di condivisione delle idee. “Naturalmente i primi strumenti sono stati la presenza sul web e la ricerca continua della divulgazione online e non solo”. Per quanto riguarda il futuro di una Roma creativa, “credo – conclude Myriam – che bisognerebbe imparare da altri paesi europei come la Francia, bravissima a valorizzare in Europa e nel mondo le proprie potenzialità creative. Bisognerebbe sostenere la nascita di nuovi fermenti che, nonostante la crisi, ci sono ma andrebbero meglio coltivati e sostenuti”.
www.myriamb.it

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