MASSIMILIANO CIVICA

Vita e arte si fondono in una carriera dedita al teatro di ricerca che lo porta a vincere numerosi premi

L’intreccio tra teatro di ricerca e istanze della scuola della tradizione italiana sono state alla base della formazione artistica di Massimiliano Civica. Regista reatino, classe 1974, dopo una laurea in Storia del Teatro studia regia all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico. A questo aggiunge un apprendistato artigianale presso il Teatro della Tosse di Genova, del quale diventa successivamente direttore artistico. I suoi primi spettacoli, “Andromaca”, “Grand Guignol”, “La Parigina” e “Farsa” sono stati ospitati dai più importanti teatri e festival italiani. Oltre ad ottenere numerosi riconoscimenti tra cui Hystrio – Associazione Nazionale Critici Teatrali, il Premio Vittorio Mezzogiorno e il Premio Ubu, è stato docente universitario di Regia e ha collaborato con la cattedra di
“Metodologia della Critica dello Spettacolo”. “Nel tempo presente, caotico, multimediale, virtuale, in cui le persone si offrono sempre più in simulacro, come nei profili dei social network, fare teatro e continuare a proporre l’inattuale incontro dal vivo è un’attività non solo originale, ma quasi eversiva”. Per Civica il teatro è insieme arte e mestiere, attività commerciale e riflessione poetica, pragmatismo e libertà. “Attraverso la mia ricerca tento di accrescere la padronanza dei miei mezzi specifici, ovvero recitazione, drammaturgia, uso dello spazio scenico. È fondamentale essere in grado, in quest’attività impalpabile e compromissoria che è lo spettacolo dal vivo, di offrire prodotti che continuino ad avere una scintilla di vita e di arte”. Oltre ai legami professionali con le grandi realtà del settore, tra cui il Teatro Argentina, Massimiliano è entusiasta della collaborazione con enti più piccoli ma culturalmente vivaci, come il Teatro Furio Camillo e il rialto santambrogio, luoghi dove ha avuto la possibilità di provare le proprie esibizioni. “Il teatro è relazione e il principale compito di un regista è quello di creare rapporti e favorire incontri. Lo spettacolo è il luogo dove platea, attori, regista e autore, nel tempo chiuso e definito della rappresentazione, hanno la possibilità di mettersi in ascolto e interrogarsi reciprocamente, per costruire insieme un momento comunicativo che supera le nostre individuali capacità di immersione nella vita”.

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