Domenico Procacci

E’ il 1989. Domenico Procacci si ispira alla poetica del celebre film di Kevin Reynolds, Fandango, per battezzare la sua neonata casa di produzione cinematografica. Fandango è una parola universale, che si pronuncia allo stesso modo in tutto il mondo. Per Domenico diventa il simbolo fatto parola di un sogno e un’ambizione: allargare gli orizzonti dalla produzione italiana a quella internazionale. In pochi anni Fandango scopre e rilancia tantissimi talenti italiani: da Sergio Rubini a Gabriele Muccino, da Emanuele Crialese a Matteo Garrone, da Paolo Sorrentino a Daniele Vicari. E sono innumerevoli i film prodotti dalla Fandango, di ogni genere e tutti di successo, basti citare “L’ultimo bacio”, “Gomorra”, “Le Conseguenze dell’Amore”, “L’amico di famiglia”, “Caos Calmo”,”Mine Vaganti”, “Diaz”, “Habemus Papam” e tantissimi altri ancora, impossibili da elencare qui. Va però detto che Fandango non è soltanto una casa di produzione, ma anche casa di distribuzione,web radio, etichetta discografica e casa editrice. In 23 anni di attività si è affermata come una realtà culturale unica, indipendente,coraggiosa e anticonformista, da molti definita come una factory dove le arti del cinema, della letteratura e della musica convivono e si contaminano a vicenda. Tant’è vero che in ogni film, libro o disco è facile individuare i punti di contatto con la filosofia e l’identità stessa della società, che attraverso linguaggi tanto differenti cerca di affermare un progetto culturale unico e diversificato. Senza mai fermarsi un attimo. “Io non ho mai fatto cose in cui non credevo” racconta Procacci in un’intervista.”Con i film che produco vorrei tenere acceso il cervello di quelli che lo spengono. Se è il caso, scavare in certi argomenti e non lasciarsi guidare dai gusti del pubblico, ma trovare un pubblico per quello che hai in mano come produttore. Gomorra di Matteo Garrone è stato un esempio. Mi ricordo che ho pensato: “ecco un bel film da festival, troppo difficile per un pubblico più ampio. E invece è stato come il libro: un grande successo”.

www.fandango.it

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