DAVID VECCHIATO – MONDOPOP

Artista, cartoonist, musicista, ideatore di MondoPOP, un’agenzia di promozione di arte contemporanea

“All’inizio degli anni ‘90 di giorno frequentavo l’Accademia di Belle Arti e disegnavo cartoon. La notte mi aggiravo per Roma ad attaccare poster della fanzine che realizzavo e distribuivo in edicola. L’unica volta che mi fermò la polizia stavo strappando i manifesti che avevano incollato sopra i miei la notte prima. Non ero perseguibile…”. Si racconta così David Vecchiato, artista e curatore, cartoonist, musicista e articolista, che, innamorato da sempre del mondo dell’arte, sin da ragazzino braccava i suoi principali riferimenti. Fellini, pedinandolo fin sotto casa, Jacovitti al mare a Forte dei Marmi, Monicelli a teatro. “Ho seguito David Carson fino a New York, dove dovevo assolutamente visitare la galleria che ha lanciato Basquiat”. Negli anni seguenti cura riviste come “Tank Girl magazine”, l’art direction dell’ultimo “Cuore” e intanto collabora con Festival musicali come Enzimi di Roma e Traffic di Torino. Nel 2001 fonda con Mannelli e altri artisti un collettivo che, tra varie performance, ha prodotto il visionario Cabaret Elettrico. Nel 2006 espone, a Palermo, per Triennale di Milano OFF i suoi collage realizzati per XL e nel 2008 al Museo MADRE di Napoli cura la collettiva “Urban Superstar show”, in cui mostra nuove tendenze dell’arte contemporanea come l’Urban Art, ma anche il Pop Surrealism, la Lowbrow e gli Art Toys. “Il direttore del Museo, Cicelyn, all’inizio osservava i lavori con distanza, ma la resa e l’affluenza di pubblico lo hanno spinto ad affidarmi una rassegna di mostre per la stagione 2010-2011”. Nel 2007, insieme a Serena Melandri, dà vita a MondoPOP, un progetto artistico che “vuole invadere di arte la vita quotidiana delle persone”. Sostanzialmente un’agenzia per promuovere le nuove tendenze dell’arte contemporanea. La galleria è nel cuore del centro storico di Roma e collabora con artisti urban di tutto il mondo. “MondoPOP a livello artistico si è collocato come referente in Italia in un vasto network internazionale. In questi tre anni abbiamo ospitato un paio di volte sia Gary Baseman che Jeremyville, poi Mijn Schatje, Joe Ledbetter, Gary Taxali e altri ancora. E abbiamo, viceversa, proposto artisti italiani a collettive a New York piuttosto che a Los Angeles o a Berlino. Per molti anni – dice – ho proposto a gallerie, curatori e istituzioni, di organizzare eventi e mostre sulla nuova arte underground. In Italia, però, un vero e proprio movimento legato a questo tipo di arte non riesce a decollare perché gli addetti ai lavori non ne hanno mai favorito la formazione. Per quello che riguarda Roma, poi, mi piacerebbe che la mia città si mescolasse fiera a tutte le metropoli del mondo, senza pudori e provincialismi. Mi piacerebbe che fosse più consapevole del proprio fondamentale ruolo artistico nel mondo e nella storia e sappia quindi proporre i propri artisti contemporanei con la forza di chi ha una solida spina dorsale. Il gusto dei romani è fermo ai manieristi del barocco, incancrenito nell’antico. E troppi quartieri sono degradati da una cattiva edilizia e non sanno come usufruire delle capacità di artisti che potrebbero renderli più belli e vivibili. Ecco, mi piacerebbe prendere parte a progetti di restyling di varie zone della città”.
www.mondopop.it

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