ALESSIO DE’NAVASQUES

A.I. Artisanal Intelligence è un progetto promosso da Altaroma, ideato come piattaforma che possa unire arte, artigianato e moda per promuovere i giovani designer italiani, con “l’obiettivo di creare un vero e proprio database dinamico delle intelligenze artigianali vera ricchezza del nostro paese”. Approfondiamo con il curatore Alessio de’Navasques.

A.I. Artisanal Intelligence, perchè avete scelto questo nome?
Il nome A.I., ripreso dal film “Artificial Intelligence” di Steven Spielberg, significa appunto: Artigiani Italiani ma, anche, Artisti Italiani.

Come nasce il progetto?
Nasce da un’idea di Clara Tosi Pamphili, mente del progetto.
Roma nel suo disordine creativo, non ha sviluppato un sistema moda, ma è riuscita a preservare interessanti ed uniche realtà artigianali.
Io e Clara abbiamo sentito l’esigenza di dare voce a questi che potremmo definire “artigiani contemporanei d’avanguardia”, ossia stilisti e designer che decidono di iniziare le loro produzioni con serie limitate sotto il segno del “fatto a mano”, creando oggetti senza tempo in bilico tra arte e design.
La crisi economica ha potenziato questo processo produttivo mix di tradizione e innovazione, di lavorazioni industriali e finitura manuale.
A quali esigenze dei creativi artigiani cercate di andare incontro?
Cerchiamo di far conoscere al grande pubblico ma anche agli addetti ai lavori (blogger e giornalisti di fama internazionale) la ricchezza e la sapienza di queste forme di artigianato, sintesi tra tutti i saperi artigianali e il design di ricerca.
Cerchiamo di consigliare e indirizzare il loro lavoro seguendoli in ogni collezione e promuovendoli con articoli sul blog.

Quanti eventi avete sviluppato fino ad oggi?

Il progetto si dirama in due diversi eventi, A.I. Gallery e A.I. Fair.
Il primo promuove il Made in Italy e la sartorialità attraverso l’arte contemporanea, con una serie di eventi in studi d’arte e gallerie. È un percorso all’interno della città che segna le zone più interessanti e stimolanti di roma con istallazioni di moda.
Nell’edizione di luglio A.I. Gallery promuove una selezione di artigiani d’eccellenza che creano progetti artistici con la galleria o lo spazio che li ospita mentre nell’edizione di gennaio è dedicata a veri e propri progetti d’arte che mettono in relazione il legame sistema tra arti visive, performance e arte contemporanea. Nel luglio 2010 A.I. Gallery, è stata un percorso tra gli studi d’arte tra Trastevere, San Lorenzo, Testaccio; quella del luglio scorso si è sviluppata tra i vicoli del Ghetto, nelle gallerie d’arte dell’Associazione Artughet.
A.I. Fair, la fiera della vanità artigiana, invece, è concepita come la prima fiera italiana dedicata ai virtuosi del fatto a mano. Una selezione di eccellenze artigianali tra design e moda nell’atmosfera spigliata a metà tra fiera e mercato. Nella scorsa Altaroma la prima edizione di A.I. Fair è stata concepita come una grande festa dedicata agli artigiani, ospiti del Palazzo dei Congressi, accompagnati da performance d’arte e concerti.
Infatti, A.I. Artisanal Intelligence si struttura come blog, magazine organizzazione di eventi: perché avete scelto queste tre forme di comunicazione?
Sfruttando tempi differenti ci serviamo di queste diverse vie di comunicazione per lanciare un messaggio costante. A.I. Magazine è concepito a metà tra il magazine e la guida, una sorta di almanacco e vademecum delle realtà romane più interessanti di questo settore. Il blog punta ad una comunicazione molto più veloce, un focus sugli eventi di moda nazionali intrisi di artigianato. Gli eventi di A.I. costituiscono il contatto più diretto tra designer, pubblico e stampa.

Coniugare arte, artigianato e moda:
qual è il comun denominatore che vi permette di metterle in dialogo?

La ricerca dell’artigiano non subendo le tempistiche della moda e del prêt-à-porter,non è commerciale, per cui si avvicina molto di più all’arte. Ci sono artigiani che svolgono un lavoro di ricerca ripensando uno stesso capo per anni. Nascono così specifici oggetti tessili o accessori, carichi di contenuti culturali e pieni di ispirazioni artistiche.

Come lo fate?
Puntiamo a creare collaborazioni tra artisti e artigiani. Nascono così progetti sospesi tra innovazione, tradizione ed esperimento. La crisi economica ha stimolato artisti artigiani stilisti e performer a ritrovare la propria identità creativa nel nome del “fare”.

Qual è la vitalità del mondo dell’artigianato a Roma e nella sua provincia?
L’artigianato a Roma è molto vivo e stimolante: in quartieri come Pigneto, Monti, San Lorenzo, Ostiense, Portonaccio nascono, giorno dopo giorno, piccoli atelier e studi di giovani creativi. Il mood board della creatività romana incomincia ad essere davvero interessante e per la prima volta in questo settore Milano guarda a Roma.

Quante realtà siete riusciti a coinvolgere dalla vostra nascita fino ad oggi nei vostri eventi?
Circa 150 realtà diverse tra moda, arte, artigianato e design.

Per questa seconda edizione di A.I. Artisanal Intelligence quante realtà avete coinvolto?
Quest’anno A.I. Gallery coinvolge una decina tra artisti e artigiani dislocati nei tre appuntamenti. A.I. Fair ospita circa 30 espositori tra moda, design, fotografia e antichi mestieri manuali. Tra alcuni dei nomi che compaiono c’è una giovane artigiana, davvero eccezionale, Benedetta Bruzziches che realizza meravigliose borse con pellami pregiati nel suo laboratorio a Caprarola. Una piccola azienda a gestione familiare, dove l’arte del fatto a mano si tramanda da generazione in generazione. Potrete scoprire tutti gli altri artigiani il 29 gennaio nella manifestazione del Tempio di Adriano ad A.I. Fair.

Come si strutturano e differenziano i due eventi per quest’appuntamento con AltaRoma AltaModa?
A.I. Gallery propone tre eventi su tre giornate diverse.
Sabato 28 gennaio: L’origine della trama, alla Galleria Muga, installazione-scultura di Davide Dormino che parte dallo schema di un ricamo, rendendolo archetipo del gesto artistico contemporaneo.
Domenica 29 gennaio: Inedito di Carol Christian Poell, Motelsalieri ospita pezzi inediti del famoso stilista austriaco, artista e designer, con una vocazione forte alla manualità. Un’inconsueta unione di abiti, accessori arte e musica, un contesto realmente contemporaneo, sfaccettato, internazionale.
Lunedì 30 gennaio: The Diamond Pattern, l’evento proposto da BOMBA41. Caterina Nelli, Julia Frommel ed Emlliano Maggi, le tre menti creative di BOMBA41, cuciono e invitano il pubblico a cucire, in un atto creativo “comune”, per creare un tessuto unico, realizzato con i frammenti della trentennale attività artistica di Cristina Bomba.

A.I. Fair, fiera della vanità artigiana, oltre ad i 30 espositori avrà una sezione dedicata alla fotografia ed in particolare alla stampa artigianale. Sarà presente la mostra The Haunted Air di Ossian Brown ed una esposizione dei costumi delle sartorie teatrali, Farani, Annamode,Tirelli, Pieroni, Rocchetti&Rocchetti, un settore dell’artigianato in cui siamo leader nel mondo, ancora tutto da scoprire.
www.artisanalintelligence.it/

www.altaroma.it/ai/

(Foto di Simon d’Exéa)

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