100” click 4 Change

La mostra fotografica che propone al pubblico gli scatti realizzati dall’organizzazione internazionale fotografica Shoot 4 Change, a Palazzo Valentini dal 16 al 30 settembre

Sono oltre 100 gli scatti in mostra nella Sala Egon Von Fürstenberg di Palazzo Valentini, sede della Provincia di Roma. L’esposizione è realizzata dall’organizzazione internazionale fotografica Shoot 4 Change, nata appena due anni fa per volere di Antonio Amendola, oggi Presidente, l’Associazione di Promozione Sociale intende sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni, attraverso la produzione e la diffusione di immagini fotografiche, cui è demandato il compito di documentare particolari situazioni di bisogno e di segnalare realtà virtuose facendole venire alla luce, restituendogli voce e visibilità semplicemente con un click. Per questo primo progetto il racconto fotografico si sviluppa attraverso le immagini di “Persone, Luoghi e Fatti”. Sono i volti, gli occhi e le espressioni di tutte le persone incontrate ad essere i protagonisti di specifiche realtà realistiche che svelano le diverse identità interiori e sociali. “Come in un moderno Grand Tour, vengono scoperti e ritrovati i Luoghi. Il territorio viene visto sia come forma naturale sia come riflesso di una condizione particolare, comunque generatore di altre realtà. Ed, infine, i Fatti, gli eventi, le manifestazioni che vengono privilegiati come momenti storici significativi. Persone, Luoghi, Fatti sono documentazioni di una storia cui altrimenti non avremmo accesso. Mondi perduti o solamente invisibili che recuperano un’esistenza attraverso la fotografia documentaria attraverso il racconto dei fotografi e del loro punto di vista”. All’attività capillare dell’Associazione si affianca l’omonimo photo social network, nato nel 2009, che oggi conta più di 600 iscritti in tutto il mondo tra fotografi professionisti, come Ed Kashi del National Geographic USA, e amatoriali che ne arricchiscono l’archivio. I reportage proposti sono realizzati a sostegno di cause sociali in tutto il mondo, dall’ Italia agli USA, dall’America Latina ai Paesi del Medio Oriente e dell’Asia. Con questo spirito la mostra romana propone tutta una serie di attività  collaterali per sensibilizzare e rendere partecipe chiunque voglia avvicinarsi per comprendere i nuovi meccanismi di comunicazione utilizzati dall’associazione e cominciare a dare il suo contributo al network. Infatti, i fotografi protagonisti della mostra saranno disponibili per ‘letture portfolio’ come occasioni di confronto e dibattito sui temi proposti e sugli sviluppi di questo nuovo modo di comunicare realtà complesse in maniera semplice, ma determinante, e Alfons Rodriguez, vincitore del “Premio Nacional de Reportage Social y Solidario 2010”, oltre che membro attivissimo di Shoot 4 Change sarà presente a Roma con il workshop Fotogiornalismo nelle aree di crisi. Un’iniziativa ulteriore per sostenere le attività dell’Associazione che è al fianco di numerose organizzazioni non profit per iniziative di sensibilizzazione di impatto locale, nazionale ed internazionale, come ad esempio la Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza o le iniziative ONU contro la povertà (Stand- Up, Take Action). Parliamo del progetto con Antonio Amendola.
Come è nata l’idea di realizzare “Shoot 4 Change”?

Shoot 4 Change è un’organizzazione non profit nata da due anni, ma il progetto ha avuto origine da un blog, che avevo realizzato tempo fa, dove si parlava del compito della fotografia e principalmente del ruolo della fotografia sociale e dell’impatto che potesse avere anche nella nostra quotidianità. All’interno del blog si è sviluppata man mano una rete di contatti grazie anche ad alcune esperienze e mostre, in particolare quella sul terremoto a L’Aquila e un coinvolgimento per una copertura sulla Marcia della Pace itinerante. Fu quest’ultima esperienza che mi portò a fare attraverso il blog una “chiamata” a fotografi che fossero interessati alla manifestazione: in pochi giorni abbiamo coperto Italia, Argentina, Los Angeles e New York. Da qui mi sono reso conto di quanto fosse possibile coinvolgere la creatività del popolo della rete anche per raccontare storie di tutti i giorni, spesso sottovalutate o ignorate, e portare avanti un’idea di crowdsourcing fotografico.
La forza di Shoot 4 Change, infatti, è racchiusa nella convinzione che, anche con una semplice fotografia, si possa contribuire al miglioramento e al cambiamento. Come?
Non siamo utopistici, non crediamo che una fotografia possa cambiare il mondo anche se è successo in alcuni casi. A volte la forza delle immagini è riuscita, anche in passato, a far percepire la realtà in maniera differente e di sensibilizzare su quello che stia succedendo. Ispiriamo i nostri membri a un “cambiamento di prossimità”, nel senso di poter acquisire una consapevolezza sui cambiamenti che si verificano sotto i nostri occhi. Sono storie locali di prossimità per dare consapevolezza di ciò che accade per dare la possibilità del cambiamento… È una goccia nell’acqua, ma ha il suo valore. Raccontiamo storie lontane per ispirare sotto casa, oppure al contrario storie sotto casa per cambiare tutto il mondo, ognuno un po’ e un po’ alla volta. Per far questo affianchiamo sia le grandi associazioni umanitarie internazionali (Amnesty, Medici Senza Frontiere, World Food Program, Oxfam International per citarne alcune) sia le piccole associazioni di volontariato di quartiere o comunque di impatto tipicamente locale. Considero i progetti che realizziamo come un’interconnessione creativa: ognuno può contribuire sullo stesso tema con uno o più scatti, e questo fa sì che si abbiano più punti di vista e una visione globale, a 360 gradi. Inoltre il nostro lavoro è richiamo alla sensibilizzazione della gente e mira a coinvolgerla attivamente. È capitato ad esempio con un lavoro fatto a Binario 95, un centro diurno romano di accoglienza per senza dimora. Era un lavoro collettivo che ha coinvolto in prima persona gli home less che si sono fatti fotografare. Rivedendosi in foto, dopo tempo, hanno cominciato ad avere più cura della loro persona ed è stata qui la forza del nostro lavoro: una semplice fotografia può ritrarre il senso di dignità delle persone, o restituirgliela.
Come si fa ad aderire al vostro network?

Attraverso il form sul nostro sito. Il requisito essenziale è l’originalità della storia e del taglio ‘out of the box’ dato al racconto. Think different! dico spesso. Shoot 4 Change è a portata di click. ‘Shoot local, Change global’è il nostro motto: non occorre essere necessariamente fotografi di fama mondiale per essere buoni fotografi sociali. Ciò che occorre è fotografare, e quindi raccontare, le tante storie di solidarietà a ‘chilometro zero’. Il valore aggiunto di Shoot 4 Change è la connessione virale di tutte queste storie in rete e attraverso i social network. Siamo una hub di best practice, il cui punto di forza principale è costituito dal volontariato, dall’internazionalità resa possibile dai nuovi media, e naturalmente dalle capacità umane, professionali e creative dei nostri membri, sempre al servizio di cause sociali.
Come è possibile presentare i portfoli?

Durante i giorni della mostra sarà possibile conoscere gli autori e parlare direttamente con loro. Poi ci sono due occasioni collaterali. Open Show, una sorta di workshop aperto. L’altro Shoot4Minutes si tratta di un evento di presentazione di progetti fotografici: chiunque vorrà partecipare avrà 4 minuti a disposizione per raccontare un proprio progetto fotografico. Questa è una nuova tipologia di condivisione che porteremo avanti anche nei prossimi mesi, in maniera itinerante nei locali o negli spazi di diverse città d’Italia, per offrire l’opportunità di riportare storie e creare collegamenti. Noi stiamo per strada e usiamo la rete per chiamare le persone e coinvolgerle nel nostro progetto… Perché ci sono tante storie che devono essere raccontate.
http://www.shoot4change.net/

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