ABITO QUI: anche lo stile è solidale!

Due vetrine su via Monza, a due passi da via Appia Nuova, il cuore commerciale di San Giovanni, mettono in mostra la creatività di chi ha voglia di rimettersi in gioco. Lontano anni luce dal grigiore dei negozi charities d’oltralpe, le vetrine allestite in stile boutique e la strigliatura copiata ai negozi di griffes di grido: abiti, borse, scarpe testimoniano la voglia di riscatto di persone disagiate, prevalentemente donne, che hanno scelto di frequentare i laboratori di sartoria della Caritas di Roma.

«Qui succede qualcosa che sembrava impossibile e che invece è possibile – ha commentato il presidente della Regione Nicola Zingaretti il 15 dicembre prima di tagliare il nastro -. Uno spazio che era chiuso da due anni e mezzo oggi viene riaperto per un progetto di solidarietà che mette insieme, grazie alla disponibilità della Caritas, una comunità protesa verso l’assistenza dei più bisognosi, sperimentando forme nuove di allargamento della sfera della cittadinanza. Un’iniziativa, quella di oggi, che crea fiducia nel futuro perché dimostra che se c’è la volontà le cose cambiano, e cambiano in meglio».

Si parte con il corso di sartoria di sei mesi tenuto da una sarta professionista nei locali sovrastanti la mensa dell’ostello Caritas di via Marsala;  per ora dodici allievi di tutte le nazionalità comprese due italiane che oltre alle indispensabili nozioni tecniche si cimentano con tessuti impegnativi come la seta e creano capi con l’obiettivo di combinare il gusto occidentale con lo stile dei paesi di provenienza. Ad esempio le borse coloratissime che sono andate a ruba per i regali di Natale evocano negli accostamenti dei colori i paesaggi assolati dell’Africa. Una serie di turbanti realizzati nel laboratorio ha completato i modelli della stilista Chiara Boni nelle sfilate newiorkesi.

La boutique, ubicata in locale inutilizzato di proprietà dell’Ipab Asilo Savoia,  propone al pubblico oltre ai vestiti e agli accessori realizzati a mano, a fronte di un prezzo simbolico, anche capi d’abbigliamento ricevuti in donazione e rimessi a modello, spesso provenienti da firme note, e tutta una serie di abiti per bambini di tutte le età. Inoltre funge da punto di raccolta per un servizio di ‘orlo rapido’ con prezzi competitivi realizzato dallo stesso laboratorio sartoriale.

L’obiettivo per ora è quello di mettere in moto un circolo virtuoso per il quale, l’intero ricavato della Boutique solidale permetterà di potenziare il laboratorio di sartoria, incrementando il numero dei partecipanti e aumentando i corsi di formazione. Ma non è finita: il gruppo di lavoro riceverà un rimborso spese per l’opera svolta e gli ospiti più meritevoli saranno proposti per stages e tirocini professionali in alcune aziende dei settori tessile e abbigliamento.

 

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