IED Factory

Da lunedì 28 febbraio a venerdì 11 marzo nelle sedi IED Roma ritorna IED Factory, due settimane intensive di appuntamenti e workshop dedicati al tema dell’anno accademico: creative commons.

Lo studente creativo deve oggi essere in grado di ricombinare input e stimoli in continua mutazione, verso la costruzione di un approccio critico ed una forma mentale che, a partire da una solida base di formazione professionale, sappia cogliere le opportunità dei nuovi linguaggi, dei nuovi strumenti, dei nuovi mercati.
Gli studenti saranno a lezione con artisti, designer, architetti, musicisti, drammaturghi, registi ed esperti della comunicazione in trentuno differenti workshop.

Il pubblico esterno potrà curiosare il lavoro degli studenti tra le aule e gli spazi esterni.

Le due settimane si apriranno nelle rispettive sedi con due PechaKucha events per la prima volta a IED Roma. Due momenti di presentazione collettiva degli ospiti invitati, per scambiare e condividere il significato dicreative commons.

IED Factory PechaKucha
28 febbraio ore 18
Sede IED via Alcamo 11

Intervengono:
Michele Abatantuono, Serafino Murri, Stalker/On, Voci nel deserto, Studio public, Fabio Di Salvo, Giulio Maresca, Marco Navarra, Studio Ghigos, Gumdesign, Salottobuono, Alessandra Colucci, Valentina Tanni, Mauro Olivieri, Christian Piana, Massimiliano Di Franca, Gabriel Lagziel, Paola Bommarito, Rossana Macaluso

IED Factory PechaKucha
7 marzo ore 18
Sede IED via Giovanni Branca 122

Intervengono:

Fabio Lattanzi Antinori, Tina Schula, Marco Ieie, Lorenzo Lustri, Luca Piermarteri, Luca Saraceni, Gianmarco Serra, Andrea Ciccarelli, Studio Nabito, T-spoon, Gea Casolaro, Carlo Infante, Francesca Romana Barberini, William Mazza, Mario Pellizzari, Marco Baroncelli, Lorenzo Vitturi, Andrea Salvucci

ADI DESIGN INDEX 2011

ADI Design Index è la pubblicazione annuale di ADI Associazione per il Disegno Industriale che raccoglie il miglior design italiano messo in produzione, selezionato dall’Osservatorio permanente del Design ADI. La selezione comprende prodotti o sistemi di prodotto di ogni merceologia, ricerche teorico-critiche, ricerche di processo o d’impresa applicate al design. Progettisti, imprese e istituzioni possono segnalare per la pubblicazione su ADI Design Index 2011 i migliori prodotti messi in produzione nel 2010, compilando online una scheda nel sito dell’ADI entro il 17 aprile 2011.

La selezione è realizzata dall’Osservatorio permanente del Design ADI, costituito da 140 esperti distribuiti su tutto il territorio nazionale e strutturato per selezionare i migliori prodotti presentati. Tre livelli di giudizio (Commissioni territoriali, Commissioni tematiche e Comitato di selezione finale) individuano i prodotti da pubblicare sull’annuario ADI Design Index. La pubblicazione di un prodotto sull’Index 2011 lo inserirà nella preselezione per l’edizione 2014 del Premio Compasso d’Oro ADI, che prenderà in esame i prodotti pubblicati su ADI Design Index 2011, 2012 2013. Inoltre,  i 3 più innovativi fra i prodotti selezionati per l’ADI Design Index 2011 otterranno il riconoscimento del Premio Nazionale per l’Innovazione, assegnato dal Presidente della Repubblica Italiana. Nell’ambito delle selezioni per l’ADI Design Index saranno anche selezionati dalla delegazione ADI Lazio i prodotti provenienti dal territorio del Lazio che saranno pubblicati nel volume ADI Design Codex Lazio.

Talents 2011

Roma come capitale dello scouting: ecco il fine ambizioso che ha portato in passerella nel Complesso Monumentale di Santo Spirito in Sassia, a Roma, le creazioni dei migliori studenti dell’Accademia di Costume e di Moda per il progetto Final Work – Talents 2011. Hanno sfilato, infatti, le mini collezioni di 15 stilisti selezionati da una giuria tecnica nei mesi scorsi. Nel corso della sfilata, i lavori di Gea Antonini, Livia Colarieti, Federica Cremisini, Federica Di Biasio, Federica Ducoli, Federica Croce, Ludovico Milani e Gabriele Litta, Giulia Mitarotonda, Sigge Moerkeberg, Serena Pietrosanti, Sara Schiavo, Daniela Schiavoni, Olga Teksheva e Valentina Tese, coordinati nel loro lavoro da Liliana Tudini del corso di Moda dell’Accademia, sono stati giudicati da una giuria presideduta da Silvia Venturini Fendi, Presidente di AltaRoma. La giuria ha scelto come vincitori Gabriele Litta e Ludovico Milani, duo che già in sfilata era stato applaudito con entusiasmo da tutto il pubblico per la loro ricerca raffinata nei dettagli – che assimilano la loro donna a un essere ibrido, metà umana e metà animale – e per la versatilità dei loro capi che hanno cambiato forma, sotto le loro mani, “in diretta”. “Siamo molto contenti di questo successo – hanno raccontato i due designer – perchè premia il nostro lavoro minuzioso di ricerca, soprattutto nei materiali. Utilizziamo lattice liquido, praticamente introvabile e difficile da lavorare, ma anche fiori che vengono coltivati esclusivamente in una fattoria sperduta nelle campagne inglesi”. La ricerca di materie prime esclusive è anche il fil rouge del lavoro di Federica Croce, vincitrice dei secondo premio: in passerella per lei, contrasti di bianco e nero per pantaloni iper lavorati e giacche dal gusto barocco-grunge. La giovane designer ha commentato: “Tutto ha inizio con la ricerca di materiali preziosi, che poi indirizza anche il mio lavoro di modellistica: il pelo di scimmia, per esempio, ha ispirato i dettagli delle giacche e i cerchietti, dove l’ho mixato a crochet e pelle. Anche per l’abito-pantaloni ho utilizzato esagoni di pelle con differenti lavorazioni, per un gioco di texture”. La pelle utilizzata come se fosse roccia, quindi tagliata, lavorata, stratificata è invece il materiale scelto da Sara Schiavo, terza classificata, che ha raccontato: “La mia ispirazione è geologica, quindi anche i toni riprendono le rocce, le stratificazioni metalliche della terra. Per me la pelle è il limite tra il costruito e la natura”. La sfilata dei giovani talenti è stata seguita dalla consegna del premio Irene Brin, dedicato alla figura della giornalista e gallerista, ma anche ambasciatrice all’estero della moda italiana della moda italiana del Dopoguerra: Raffaello Napoleone di Pitti Immagine ha consegnato il premio a Matteo Russo, alunno della Accademia di Costume e di Moda che, dopo la laurea nel 2004, ha iniziato a lavorare come assistente di Valentino Garavani e poi al fianco di Ennio Capasa per Costume National. Oggi è assistente di Tomas Maier per la linea ready-to-wear di Bottega Veneta e è di esempio a tutti i giovani aspiranti designer.

Manifesto dei valori

ISIA Roma Design determina, ormai da tempo, il proprio ruolo e missione culturale a partire dalla presa d’atto della profonda mutazione socioculturale e tecnologica dell’insediamento umano della società postindustriale che, di fatto, spostando il focus dal discorso sui bisogni e le funzioni, punta, in senso sistemico e relazionale, ad aggiornare in progress la geografia del design. L’obiettivo è fornire allo studente i mezzi adeguati per individuare i profondi cambiamenti e tradurli in atti di creazione, qualificando il designer sia come portatore di rinnovata cultura materiale, sia come interprete dell’immaterialità della nostra epoca. Una persona predisposta all’ascolto della complessità, tesa a creare l’innovazione che segnali al mondo l’esatto scarto culturale da recuperare tra il catalogo delle merci e il fare umano. ISIA Roma Design ha metabolizzato queste trasformazioni in tempi non recenti senza svendere il patrimonio acquisito nel corso della sua storia, ma anzi rigenerandolo e valorizzandolo. Questo atteggiamento di apertura culturale e metodologica ha permesso di attribuire nuovi significati alla didattica, alla ricerca e al processo di formazione più in generale, facendo emergere un nuovo paradigma del progetto che ha visto, ovunque nel mondo, il sistema Design non solo parlare d’altro, ma anche guardare altrove.  La coscienza, e la necessità, di una visione sistemico-relazionale del progetto ha posto la scuola nella condizione intellettuale di fare evolvere la ricerca, ancorata alla visione e alla missione storica del design, cercando di esplorare nuove proposte sul tema della qualità della vita, dei nuovi sistemi insediativi, della sostenibilità e dei nuovi bisogni della persona e delle collettività, con l’attitudine costante alla sperimentazione.

A questa costellazione di pensieri abbiamo dato il nome di Design dei Sistemi, evidenziando l’approccio sistemico al fare prodotto e privilegiando un ascolto orientato alla funzione dei segni, portatori di differenza, piuttosto che ai segni della funzione, ormai presidio consolidato nella nostra prassi metodologica.

ISIA Roma Design si occupa di ambiente e ambienti, di sostenibilità e globalizzazione, del corpo e della persona, della mobilità e della telematica, parte del progetto strategico per l’insediamento umano, il Design dell’Accoglienza, di cui il design etico è un segmento importante, alla ricerca di una convivenza possibile in una società percepita, irreversibilmente, come informatizzata, multietnica, multi-tecnica e multiculturale.

ISIA Rome Design, aware of the deep sociocultural and technological changes affecting human activity, has recently redefined its role and cultural mission and shifted focus from needs and funtions to aim at up-dating the geography of design in progess in the systematic and relational sense. The intent is to provide students with adequate means to understand the deep changes and to translate them into creative activity, qualifying the designer as both a carrier of a new material culture and interpreter of the immateriality of our times,  willing to listen to complexity and inclined to create innovation signalling to the world the need to narrow the real cultural gap between the many goods available and the human person.

ISIA Rome Design has absorbed these transformations in the past  not only without relinquishing the heritage acquired in the course of its history but also regenerating and enriching it.  This methodological and culturally open attitude has allowed it to give new meaning to teaching and research and to the educational process in general producing a new design paradigm which throughout the world has given rise to System Design not only in the sense of talking about other things but also in looking elsewhere.

Awareness of, as well as the need for, systemic-relational vision of design has placed the school in the intellectual condition to modify constantly its research which, while anchored in the historical vision and mission of design, attempts to explore new proposals on the quality of life theme, eco-sustainable, behavioural systems of new personal and collective needs, through constant research and experimentation. This constellation of thought has been labelled “Systems Design”, emphasising the systemic approach in developing a product, focussing on the awareness of the function of signs, carriers of difference, rather than on the signs of function, now consolidated practice in our methodological approach.

ISIA Rome Design concentrates on the environment and environments, on sustainability and globalisation, on the body and the person, on travel and movement, on electronics – all part of the strategic design of human living space, the Design of Welcome in which ethic design is an important sector in the search for possible community in a society irreversibly perceived as an information society, multiethnic, multitechnical and multicultural.

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Quasar Outer Space

Secondo appuntamento di Quasar Outer Space / / / Oltre Spazio Quasar con la lecture Video.Art.BodyPerformer di Francesca Fini: tecnologia, performance art, corpo: tra tribalità ancestrali e immaginario cyborg.
Venerdì 25 febbraio alle ore 18:00 presso la sede dell’Istituto in Via Nizza 152 a Roma.

Applicare la tecnologia alla performance art è possibile: Francesca Fini, video artista, live media & body art performer, ne è la prova. Vera e propria donna-immagine, produce immagini statiche ed in movimento, reali e sintetiche attraverso l’utilizzo di diversi linguaggi: dalla performance alla regia, dall’interaction design alla hypergrafica, passando per molteplici ibridazioni e contaminazioni. La lecture di Francesca Fini si dipanerà da tre centri propulsori creativi differenti, tre basi lunari orbitanti dalle quali lasciar partire altrettante sonde di ricognizione verso l’oltre-spazio Quasar.
Si parte esplorando le potenzialità mutevoli della Performance Art, arte temporanea e effimera per eccellenza, espressione della fluidità del nostro tempo. Ci si inoltrerà poi nelle “zone di contaminazione” tra Performance Art, arte del videomaker e interaction design. Per approdare, infine, all’interno dei gangli e circuiti del Corpo aumentato che sono l’espressione più evolutiva del lavoro e dell’idea di futuro – nella mescolanza tra tribalità ancestrali e immaginario cyborg – di cui Francesca Fini è portatrice, sciamano e messaggera.

QOS
La lecture di Francesca Fini è il secondo appuntamento di Quasar Outer Space / / / Oltre Spazio Quasar 2011, la risposta dell’Istituto Quasar all’attuale tendenza evolutiva nel lavoro, nell’arte e nella vita, che sta rendendo sempre più incerto il concetto tradizionale di professione. QOS coinvolge i principali protagonisti del panorama artistico contemporaneo, tra cui designers, grafici, architetti, fotografi, artisti e studiosi, che ne esplorano i limiti ampliandone senso e potenzialità.
Il prossimo ospite di QOS 2011 sarà Giacomo Costa: la sua lecture sulla metropolis.digital.art si svolgerà il 24 marzo 2011.

Francesca Fini
Artista digitale di formazione, Francesca Fini lavora da sempre come film-maker per la tv in produzioni indipendenti. Nel 2000 conosce l’artista americana Kristin Jones e inizia a collaborare al progetto “Tevereterno”, realizzando installazioni multimediali per la città di Roma (tra cui “Trilogy”, per il Natale di Roma 2009, e “Solstizio d’Estate”, definita una delle opere più originali di arte urbana a Roma). Nel 2008 partecipa, insieme a Kristin Jones, Kiki Smith e altri, al “River to River” Festival a New York, proiettando la sua animazione “moon loop” sugli alberi dell’Hudson River. Oggi partecipa come videoartista, live media performer e body artist a numerosissimi happening in gallerie d’arte, musei e ambiti underground, prendendo anche parte a festival ed eventi internazionali come Videoholica (Bulgaria), Biennale Baltica (Russia), LowLives (NY), Moves – Movement on Screen (Uk), 700is Videoart Festival (Islanda), Directors Lounge (Berlino) e Contravision Film Festival (Berlino).
Nel 2010 è tra i vincitori del Magmart Videoart Festival (Video Under Volcano), con la videoperformance CRY ME, e del voto on-line del Celeste Prize sezione “Live Media & Performance”; viene selezionata dal Premio Termoli con le sue opere di pittura digitale, dall’Art Shake Festival (Roma e Berlino) e viene invitata dalla Fondazione RomaEuropa a presentare il suo lavoro al Teatro Palladium di Roma. Dirige inoltre il Festival di performance Art “TEN”, una maratona di live art la cui prima edizione si è svolta il 9 ottobre 2010 al Lanificio 159 di Roma.
www.francescafini.com
http://francescafini.tumblr.com

Ideazione e Coordinamento QOS Quasar Outer Space
Prof. Carlo Prati

Info e Prenotazioni: 06-85507078 – www.istitutoquasar.com