Manifesto dei valori

ISIA Roma Design determina, ormai da tempo, il proprio ruolo e missione culturale a partire dalla presa d’atto della profonda mutazione socioculturale e tecnologica dell’insediamento umano della societŕ postindustriale che, di fatto, spostando il focus dal discorso sui bisogni e le funzioni, punta, in senso sistemico e relazionale, ad aggiornare in progress la geografia del design. L’obiettivo č fornire allo studente i mezzi adeguati per individuare i profondi cambiamenti e tradurli in atti di creazione, qualificando il designer sia come portatore di rinnovata cultura materiale, sia come interprete dell’immaterialitŕ della nostra epoca. Una persona predisposta all’ascolto della complessitŕ, tesa a creare l’innovazione che segnali al mondo l’esatto scarto culturale da recuperare tra il catalogo delle merci e il fare umano. ISIA Roma Design ha metabolizzato queste trasformazioni in tempi non recenti senza svendere il patrimonio acquisito nel corso della sua storia, ma anzi rigenerandolo e valorizzandolo. Questo atteggiamento di apertura culturale e metodologica ha permesso di attribuire nuovi significati alla didattica, alla ricerca e al processo di formazione piů in generale, facendo emergere un nuovo paradigma del progetto che ha visto, ovunque nel mondo, il sistema Design non solo parlare d’altro, ma anche guardare altrove.  La coscienza, e la necessitŕ, di una visione sistemico-relazionale del progetto ha posto la scuola nella condizione intellettuale di fare evolvere la ricerca, ancorata alla visione e alla missione storica del design, cercando di esplorare nuove proposte sul tema della qualitŕ della vita, dei nuovi sistemi insediativi, della sostenibilitŕ e dei nuovi bisogni della persona e delle collettivitŕ, con l’attitudine costante alla sperimentazione.

A questa costellazione di pensieri abbiamo dato il nome di Design dei Sistemi, evidenziando l’approccio sistemico al fare prodotto e privilegiando un ascolto orientato alla funzione dei segni, portatori di differenza, piuttosto che ai segni della funzione, ormai presidio consolidato nella nostra prassi metodologica.

ISIA Roma Design si occupa di ambiente e ambienti, di sostenibilitŕ e globalizzazione, del corpo e della persona, della mobilitŕ e della telematica, parte del progetto strategico per l’insediamento umano, il Design dell’Accoglienza, di cui il design etico č un segmento importante, alla ricerca di una convivenza possibile in una societŕ percepita, irreversibilmente, come informatizzata, multietnica, multi-tecnica e multiculturale.

ISIA Rome Design, aware of the deep sociocultural and technological changes affecting human activity, has recently redefined its role and cultural mission and shifted focus from needs and funtions to aim at up-dating the geography of design in progess in the systematic and relational sense. The intent is to provide students with adequate means to understand the deep changes and to translate them into creative activity, qualifying the designer as both a carrier of a new material culture and interpreter of the immateriality of our times,  willing to listen to complexity and inclined to create innovation signalling to the world the need to narrow the real cultural gap between the many goods available and the human person.

ISIA Rome Design has absorbed these transformations in the past  not only without relinquishing the heritage acquired in the course of its history but also regenerating and enriching it.  This methodological and culturally open attitude has allowed it to give new meaning to teaching and research and to the educational process in general producing a new design paradigm which throughout the world has given rise to System Design not only in the sense of talking about other things but also in looking elsewhere.

Awareness of, as well as the need for, systemic-relational vision of design has placed the school in the intellectual condition to modify constantly its research which, while anchored in the historical vision and mission of design, attempts to explore new proposals on the quality of life theme, eco-sustainable, behavioural systems of new personal and collective needs, through constant research and experimentation. This constellation of thought has been labelled “Systems Design”, emphasising the systemic approach in developing a product, focussing on the awareness of the function of signs, carriers of difference, rather than on the signs of function, now consolidated practice in our methodological approach.

ISIA Rome Design concentrates on the environment and environments, on sustainability and globalisation, on the body and the person, on travel and movement, on electronics – all part of the strategic design of human living space, the Design of Welcome in which ethic design is an important sector in the search for possible community in a society irreversibly perceived as an information society, multiethnic, multitechnical and multicultural.

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Quasar Outer Space

Secondo appuntamento di Quasar Outer Space / / / Oltre Spazio Quasar con la lecture Video.Art.BodyPerformer di Francesca Fini: tecnologia, performance art, corpo: tra tribalitŕ ancestrali e immaginario cyborg.
Venerdě 25 febbraio alle ore 18:00 presso la sede dell’Istituto in Via Nizza 152 a Roma.

Applicare la tecnologia alla performance art č possibile: Francesca Fini, video artista, live media & body art performer, ne č la prova. Vera e propria donna-immagine, produce immagini statiche ed in movimento, reali e sintetiche attraverso l’utilizzo di diversi linguaggi: dalla performance alla regia, dall’interaction design alla hypergrafica, passando per molteplici ibridazioni e contaminazioni. La lecture di Francesca Fini si dipanerŕ da tre centri propulsori creativi differenti, tre basi lunari orbitanti dalle quali lasciar partire altrettante sonde di ricognizione verso l’oltre-spazio Quasar.
Si parte esplorando le potenzialitŕ mutevoli della Performance Art, arte temporanea e effimera per eccellenza, espressione della fluiditŕ del nostro tempo. Ci si inoltrerŕ poi nelle “zone di contaminazione” tra Performance Art, arte del videomaker e interaction design. Per approdare, infine, all’interno dei gangli e circuiti del Corpo aumentato che sono l’espressione piů evolutiva del lavoro e dell’idea di futuro – nella mescolanza tra tribalitŕ ancestrali e immaginario cyborg – di cui Francesca Fini č portatrice, sciamano e messaggera.

QOS
La lecture di Francesca Fini č il secondo appuntamento di Quasar Outer Space / / / Oltre Spazio Quasar 2011, la risposta dell’Istituto Quasar all’attuale tendenza evolutiva nel lavoro, nell’arte e nella vita, che sta rendendo sempre piů incerto il concetto tradizionale di professione. QOS coinvolge i principali protagonisti del panorama artistico contemporaneo, tra cui designers, grafici, architetti, fotografi, artisti e studiosi, che ne esplorano i limiti ampliandone senso e potenzialitŕ.
Il prossimo ospite di QOS 2011 sarŕ Giacomo Costa: la sua lecture sulla metropolis.digital.art si svolgerŕ il 24 marzo 2011.

Francesca Fini
Artista digitale di formazione, Francesca Fini lavora da sempre come film-maker per la tv in produzioni indipendenti. Nel 2000 conosce l’artista americana Kristin Jones e inizia a collaborare al progetto “Tevereterno”, realizzando installazioni multimediali per la cittŕ di Roma (tra cui “Trilogy”, per il Natale di Roma 2009, e “Solstizio d’Estate”, definita una delle opere piů originali di arte urbana a Roma). Nel 2008 partecipa, insieme a Kristin Jones, Kiki Smith e altri, al “River to River” Festival a New York, proiettando la sua animazione “moon loop” sugli alberi dell’Hudson River. Oggi partecipa come videoartista, live media performer e body artist a numerosissimi happening in gallerie d’arte, musei e ambiti underground, prendendo anche parte a festival ed eventi internazionali come Videoholica (Bulgaria), Biennale Baltica (Russia), LowLives (NY), Moves – Movement on Screen (Uk), 700is Videoart Festival (Islanda), Directors Lounge (Berlino) e Contravision Film Festival (Berlino).
Nel 2010 č tra i vincitori del Magmart Videoart Festival (Video Under Volcano), con la videoperformance CRY ME, e del voto on-line del Celeste Prize sezione “Live Media & Performance”; viene selezionata dal Premio Termoli con le sue opere di pittura digitale, dall’Art Shake Festival (Roma e Berlino) e viene invitata dalla Fondazione RomaEuropa a presentare il suo lavoro al Teatro Palladium di Roma. Dirige inoltre il Festival di performance Art “TEN”, una maratona di live art la cui prima edizione si č svolta il 9 ottobre 2010 al Lanificio 159 di Roma.
www.francescafini.com
http://francescafini.tumblr.com

Ideazione e Coordinamento QOS Quasar Outer Space
Prof. Carlo Prati

Info e Prenotazioni: 06-85507078 – www.istitutoquasar.com

PLAY. Giochi di ruolo

Arte. Cultura. Territori. Diversitŕ. Dal 24 febbraio 2011 IED Roma propone PLAY – GIOCHI DI RUOLO, un evento che coniuga esperienze e nazionalitŕ diverse. I veri protagonisti sono gli allievi del Master in Curatore Museale e di Eventi Performativi, riuniti nel collettivo C16. Tre i giorni di durata dell’evento. Prestigiose le location coinvolte. L’Opening al MACRO – Museo d’Arte Contemporanea Roma, dove una rassegna video di 16 opere verrŕ proiettata nella hall della sede di via Nizza. L’evento prevede poi diverse sedi espositive sul territorio romano: il Museo Pietro Canonica, all’interno del quale verrŕ ospitata una collettiva di artisti internazionali; diversi Istituti di Cultura e Ambasciate straniere presenti sul territorio, all’interno delle quali artisti delle diverse nazionalitŕ sono stati invitati a sviluppare un proprio lavoro (Museo delle Mura, Ambasciata del Brasile, Real Academia de Espańa en Roma, Accademia di Romania) e la Galleria Extraspazio che svolge da tempo un programma espositivo con artisti dell’area africana. L’evento approfondisce e sviluppa, il tema della “Differenza”, nelle sue molteplici accezioni. PLAY – Giochi di ruolo č un invito a spostare per un momento il proprio punto di vista, verso una zona aperta in cui la “diversitŕ”, sia a livello relazionale che spaziale, possa costituire un territorio fertile e stimolante di discussione. Č un invito a mettersi nei panni dell’altro, per avvicinarsi alle cose con una prospettiva diversa, per emanciparsi dalle «tradizionali narrative relative a soggettivitŕ originarie e autoriali, focalizzandosi su quei momenti o processi che si producono negli interstizi, nell’articolarsi delle differenze culturali».

IED IS MORE

Sabato 19 febbraio a Roma, nella sede IED di via Alcamo, una giornata di lezioni gratuite dedicate all’orientamento formativo: docenti e coordinatori dei corsi proporranno lezioni pratiche ed interattive per presentare i Master e i corsi di Specializzazione dell’istituto. In particolare nella giornata IED IS MORE, saranno proposte delle lectio magistralis dedicate ai Master tenute dai rispettivi coordinatori tra i quali il regista Luigi Sardiello, che illustrerŕ la creazione di una sceneggiatura di un film; Lara Pontarelli, consulente strategico di Methodos; l’architetto Massimo Paperini, titolare di “Duck Design” studio di progettazione di imbarcazioni, che proporrŕ le linee di tendenza nello Yacht Design contemporaneo; Stefano Rocca, esperto del settore lusso e consulente per Bulgari; Maria Cristina Riganň responsabile Ufficio Stampa e Relazioni Pubbliche per lo stilista Abed Mahfouz che spiegherŕ l’organizzazione delle sfilate; Barbara Manto, event manager e Alessandra Colucci, Brand Care consultant. I Corsi di Specializzazione IED invece saranno introdotti attraverso vere e proprie lezioni gratuite sulle diverse discipline: design, arredamento di interni, programmi Web e di modellazione in 3D, moda, grafica e fotografia.

TALKING IED

Riparte Talking IED, il ciclo di conferenze dove creativi e personaggi del mondo della cultura riflettono sul tema di ricerca dell’anno accademico, quest’anno “Creative Commons – Forme comuni per la collettivitŕ”. Il primo appuntamento del 2011 si č aperto con il contributo di Giovanni Cattabriga, membro di Wu Ming, progetto di centinaia di artisti che dal 1994 hanno adottato la medesima identitŕ, Luther Blissett e che hanno poi dato vita nel 2000, ad un collettivo di cinque romanzieri italiani provenienti dalla sezione bolognese del Luther Blissett Project. Wu Ming, letteralmente “Senza nome”, ha partecipato alla stesura collettiva dei romanzi Q, 54, Asce di Guerra, Manituana, Altai.

Queste le date dei prossimi appuntamenti dei Talking IED:

Sede IED di via Alcamo 11:

24 marzo | Aldo Cibic, architetto e designer
26 giugno | Ila Beka, regista
6 luglio | Mauro Bedoni, photo editor di Colors

Sede IED di via Branca 122:

7 aprile | Glauco Benigni, giornalista
5 maggio | Francesco Morace, sociologo