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Togaci Gaudiano

About me

C/O HULA HOOP via L.F.De Magistris 91/93 zona Pigneto, Rome, Italy Togaci ,appartiene - per dirlo con le parole di Luca Beatrice-“ a quel vivo e rilevante paesaggio ,differenziato a seconda dei livelli di intervento ,costituito da privati che hanno fatto e fanno la cultura artistica contemporanea “ Non solo locale non solo sede commerciale , Togaci si propone come “luogo di attraversamenti artistici”, come spazio “alle ibridazioni creative” coerentemente con quanto č osservabile nel panorama artistico giovanile e non contemporaneo . Luogo senza identitŕ definita ,consapevole che l’arte oggi lavora muovendosi orizzontalmente su livelli e in direzioni parallele attivando insolite connessioni tra codici espressivi , differenti , dalla musica alla pittura alla performance con le sue molteplici derivazioni č attenta ai nuovi “spostamenti”. Un comitato direttivo costituito da grafici ,critici ,collaboratori della nuova generazione curerŕ insieme agli artisti il setting di ogni esposizione ,all’insegna di una vera e propria interazioni di ruoli e figure, presso Hula Hoop, locale di rottura e d'avanguardia romano, erede della tradizione del cabaret Voltaire.
Togaci Gaudiano Tutti i post

Intervista con l’opera – Incontro con l’artista Chiara Lu

INTERVISTA CON L’OPERA

Dove tutto è considerato arte, l’artista è perduto.

Un ciclo d’incontri coordinato da Togaci –curatrice d’arte contemporanea– e da Maria Laura Mele –psicologa psicoterapeuta– vedrà sul palco dell’HulaHoop Club Gallery cinque artisti, cinque storie di vita, cinque opere emblematiche del vissuto dell’artista nell’attuale momento storico.

L’obiettivo degli incontri è ritessere la trama di significati interrotta tra l’opera, l’artista e i suoi fruitori, nello spazio sperimentale ed esperienziale del dialogo condiviso.

Sabato 23 settembre, ore 19:30
HulaHoop Club & Art Gallery
via L.F. De Magistris 91/93 (Roma) www.hulahoopclub.it
twitter: HulaHoop Club
tel 3493191935
orario 18.00/2.00 Tessera associativa.

Intervista all’opera di Chiara Lu
A seguire selezione di musica elettronica a cura di Mike Papa

Chiara Lu
Classe 1979, nata fra Lazio ed Umbria (posto conosciuto anche come “Terra di mezzo”) dove attualmente vive. Diplomata alla Comics di Roma, lavora un po’ come grafica e un po’ come illustratrice, anche se avrebbe voluto fare la dj, per questo ascolta tonnellate di musica mentre lavora. Non è facile definire il suo lavoro; nel corso degli anni ha sperimentato molte tecniche che quando lavora amo combinarle fra loro.Recentemente è tornata alle origini riprendendo a disegnare con matita e inchiostro. Quando il lavoro lo permette collabora spesso con progetti editoriali indipendenti. Ha all’attivo diverse mostre collettive e personali in Italia.
http://chiaraluz.blogspot.com/

Maria Laura Mele –psicologa psicoterapeuta
Psicologa psicoterapeuta della Gestalt, dottore di Ricerca in psicologa cognitiva. Si occupa dello studio del comportamento umano in interazione in contesti che prevedono l’utilizzo di artefatti e tecnologie. Attualmente, svolge attività di ricerca applicata e collabora con l’Università degli studi di Perugia e con il Centro Interuniversitario di Ricerca su Elaborazione Cognitiva in Sistemi Naturali e Artificiali della Sapienza (Roma). Precedentemente, ha collaborato al progetto NOBE “No OBstacle to Emotion”, un percorso multisensoriale per la fruizione delle arti visive a persone con disabilità motoria, psichica e sensoriale allestito presso la Galleria Nazionale di Arte Moderna e Contemporanea (GNAM) di Roma.

Togaci
Curatrice esperta di mostre (istituzionali e non) in tutta Italia, Togaci, dice : “L’arte per me è come il cibo,” ma si potrebbe aggiungere che è anche come l’aria, avendo respirato arte sin dalla sua formazione all’Accademia di Belle Arti di Torino.Da sempre acuta osservatrice dell’offerta di talenti, dopo varie esperienze in gallerie d’arte piemontesi, laziale.Togaci,ha avuto modo di constatare l’enorme serbatoio di potenziale creativo inespresso presente nell’underground metropolitano. La sua intuizione è stata quella di innescare un circolo virtuoso di “artisti che aiutano altri artisti” a proporsi e alzare un vento di novità sul panorama romano, e non. Lavora tra Torino e Roma
http://togaciarte.wixsite.com/togaciarte

 
Mike Papa
Michele Papa nasce il 12 Aprile del 1987 a Formia, piccola cittadina del Lazio. Già in tenera età denota una spiccata predisposizione alle arti visive e nel giro di pochi anni inizia un percorso musicale e artistico che lo porterà all’età di diciassette a studiare composizione musicale classica e alla produzione di quadri ed installazioni. Entra nel collettivo aDNA nei primi anni di domicilio romano e nell’ambiente underground si fa sentire come tastierista, produttore e DJ.
Grazie al connubio artistico con Togaci, l’artista inizia ad esibirsi in ambienti artistici romani, in gallerie d’arte fino ad arrivare a Torino. Con lo pseudonimo di Mike Papa, sperimenta, crea, esegue brani applicati ad immagini e video, cercando sempre di oltrepassare le barriere di un suono sempre più estremo.
https://www.facebook.com/NeverMikePapa/
 
 

Closing PartY #HULAHOOP CLUB

HULAHOOP CLUB

Un anno di duro lavoro , festeggerà il suo ottavo anno di attività e scambio con una terzetta che colmerà il vuoto di due mesi di chiusura. Al termine dell’iniziativa di quartiere Pigneto Città Aperta 2071

Ore 00:00
Affissione di una delle targhe pensate dal collettivo DustyEye e scelta da noi dell’HulaHoop appartenente all’azione IL MIGLIORE DEI FUTURI POSSIBILI (per info www.dustyeye.com)

A seguire live PROGETTO RUNNER,
Proiezione della video artist : Nilde Mastrosimone
performance live di Togaci : therermin e voce
Mike Papa : macchine e voce 
Special guest di Valerio Casula al basso

FB:https://www.facebook.com/runner.progetto

Al termine delle performance Djset per svuotare fusti e bottiglie di stagione!

GRAFICA: CHIARA LU
Ufficio stampa : galleryhulahoop@gmail.com
Telefono: 347 2902038

Parade Group Show

Parade
group show a cura di Rossana Calbi

L’11 ottobre 2014 l’HulaHoop riprende la stagione espositiva presentando i trenta artisti di Parade in una mostra a cura di Rossana Calbi.

Sabato 11 ottobre, alle ore 19.30, un nuovo libro sulle pareti dell’HulaHoop, per la prima volta in mostra: Parade.

Parade Presso, accanto, oltre l’amore è un’autoproduzione che si sviluppa con il lavoro di tre collettivi: Aquattro, Circasette e Tentacoli e che ha coinvolto trenta illustratori.
Trenta storie diverse raccontate con un tono ironico. Un unico colore: il magenta, nelle sue declinazioni più forti, tinge le trenta parafilie e le ammorbidisce diventando pastello per assecondarle e comprenderle. Un lavoro che combina una ricerca metodica con una sana volontà di sorridere di ciò che c’è fin troppo vicino. I trenta illustratori, con stili differenti, hanno sviluppato i desideri e le manie particolari senza entrare in nessuna forma di parossismo. Il tratto diverso è stato accomunato dalla volontà di comprensione e si è trasformato in un gioco rosa shocking.

L’HulaHoop apre la stagione espositiva 2014/15 parlando di amori particolari e diversi come in fondo sono tutti gli amori.
I trenta illustratori in mostra saranno presentati l’11 ottobre da Marco Petrella, illustratore romano, che in occasione del vernissage farà sfilare gli artisti che hanno raccontato le ossessioni più strane e inquietanti che usiamo per avvicinarci all’amore e anche per nasconderci da questo.
Dall’11 ottobre al 7 novembre 2014 sulle pareti dell’HulaHoop le trenta illustrazioni che colorano di magenta passioni sconosciute e curiose in una mostra a cura di Rossana Calbi.

Starring: Marco About, Alleg, Eleonora Antonioni, Marta Baroni, Margherita Barrera, Mauro Belfiore, Giulio Castagnaro, Andrea Chronopoulos, Manfredi Ciminale, Marianna Coppo, Marco Corona, Lorenzo De Luca, Fabio Frangione, Valerio Immordino, Ironmould, Martoz, Margherita Paoletti, Egle Pellegrini, Giulio Pierannunzio, Dr. Pira, Ratigher, Irene Rinaldi, Fulvio Risuleo, Francesco Rita, Silvia Rocchi, Gianluca Rolli, Cristina Spanò, Sushi, Daniela Tieni, Emma Verdet.

Marco Petrella è un illustratore e fumettista romano, sue le illustrazioni edite da Salani del libro Koatti di Aquilino; nel 2007 ventisette racconti inediti (Jonathan Lethem, Maurizio Maggiani, Rick Moody, Matteo B. Bianchi, Aimee Bender, Antonio Pascale, ecc) diventano Racconti per ascensore pubblicato da Mattioli 1885.
Ha collaborato con «il manifesto», il «Corriere della Sera» e «la Repubblica», e lo scorso anno ha pubblicato Stripbook per Clichy editore che raccoglie le strisce settimanali uscite su «l’Unità», in cui il librario Arturo spiega le sue letture con gli aneddoti della sua vita.

HulaHoop Club, via Filippo De Magistris 91/93, Roma.
https://www.facebook.com/hulahoopclub.face
Rossana Calbi, +39 3343450090

rossanacalbi@gmail.com

IMPROVVISI URBANI 2014

Festival di particolare interesse per la vita culturale della città, Improvvisi Urbani, Festival Internazionale del Teatro Urbano, compie vent’anni.

Nel corso di questi anni ha portato al Giardino degli Aranci, nelle piazze e nelle strade del centro e della periferia, nelle linee ferroviarie urbane e nelle metropolitane di Roma, 248 spettacoli, presentati da interpreti importanti di discipline artistiche e performative provenienti dai cinque continenti per mantenere viva a Roma una particolare cultura, quella dello spettacolo all’aperto.

Il festival ha una sua grande originalità e ricchezza nell’unire il valore artistico con la rilevanza dei temi sociali trattati, un segno di civiltà del teatro che la rassegna ha sempre mostrato concretamente attraverso le sue proposte artistiche, politiche e civili.

E’ anche un’occasione per celebrare il lavoro di Abraxa Teatro, compagnia internazionale di sperimentazione teatrale, impegnata dal 1981 per la valorizzazione del teatro contemporaneo ed in particolare per un’integrazione del teatro di ricerca nel tessuto sociale attuale, mettendo in evidenza specificamente il rapporto di comunicazione tra lo spettatore e l’attore.

da Mercoledì 3 Settembre a Mercoledì 1 Ottobre

Contatti:
tel. +39 340 4954566 – 06 65744441
e-mail abraxateatro@abraxa.it
sito ufficiale www.abraxa.it

Ingresso gratuito, necessaria la prenotazione a Villa Flora

Prenotazione
340 4954566 – 06 65744441

Kokeshi Rebel Fest

 Arte, Giapponese: visioni al femminile

 

Iya kaburi wo tate ni furu

 (Dire di no e contemporaneamente far segno di sì on la testa)

 

Proverbio giapponese che indica quando si esprime qualcosa e contemporaneamente si mostra l’opinione opposta del cuore; tradizionalmente la donna giapponese è pudica e composta e non è mostra i propri sentimenti.

 

Il Kokeshi Rebel Fest ha aperto il bando di partecipazione per tutte le “Kokeshi Ribelli” che vogliano mettersi in gioco. Scade infatti il prossimo 31 Marzo 2014 il bando di partecipazione al festival.

La manifestazione  –  affermano le organizzatrici – è la prima nel suo genere a Roma e vuole approfondire le Arti Orientali sia negli aspetti tradizionali sia in quelli anticonvenzionali, attraverso gli occhi di artiste e performer orientali ed occidentali. Quello che ci proponiamo – continuano le organizzatrici del festival – è di portare alla luce un Giappone reale, vivo, discordante; patria di leggende intrise in tutte le arti, del folclore, delle regole, ma anche  della “subcultura”, delle arti bandite ma tollerate, dei contenuti nascosti dietro la forma; della tradizione, del conformismo ma anche del loro esatto contrario; tutte forme coesistenti in maniera anche contraddittoria ma assolutamente, meravigliosamente, naturalmente tutta giapponese.

Per partecipare è necessario essere una donna ed avere un’idea, un progetto o una performance che siano in linea con il tema e l’estetica del festival.

In particolare si ricercano: ARTISTE senza limiti di tecnica che vogliano proporre

un progetto attraverso una forma d’arte tradizionale o non convenzionale (performers, fotografe, pittrici, maestre cerimoniere, video maker, scrittrici, dj, musiciste)

TATUATRICI che vogliano far parte del “Rebel Koeshi Art Group Show” un’esibizione collettiva di opere a tema.

SPONSOR, partner, espositori.

 

Per maggiori informazioni è on line la pagina facebook del festival:https://www.facebook.com/KokeshiRebelFest

La manifestazione si terrà a Roma domenica 25 maggio nello spazio di “Visiva – La città dell’Immagine” in via Assisi 117.

 

Corso di voce-dizione-lettura tenuto da Beatrice Gregorini.

Da gennaio si terrà il corso di voce-dizione-lettura tenuto da Beatrice Gregorini.

Il corso si rivolge a chiunque abbia il desiderio e la curiosità – per motivi personali, artistici o professionali – di acquisire confidenza e migliorare la propria espressività vocale, di imparare le tecniche per parlare in pubblico, imparare a gestire l’ansia, potenziare la comunicazione e di approfondire il lavoro di analisi e di riconoscimento di sé nella letteratura di tutti i tempi.

Il corso di voce-dizione-lettura-public speaking ha come scopo principale quello di restituire “corpo” al testo. Attraverso l’applicazione pratica delle tecniche d’uso della voce e della respirazione, l’utilizzo espressivo della punteggiatura e delle pause, si possono ricreare stati d’animo e sentimenti, evocare e “visualizzare” atmosfere e situazioni. L’analisi del testo e dei sottotesti, infine, permette di restituire voce,

e quindi corpo, al “non scritto”, a ciò che si cela oltre la parola. Attraverso la drammatizzazione delle letture, singole e di gruppo, verranno sperimentate le potenzialità espressive che offrono le diverse tipologie di testo (prosa, poesia, monologo, dialogo, ecc.).

Sciogliendo i nodi che impediscono all’interprete la creazione e la visione interiore di immagini, si può imparare ad evocare e a trasmettere con la voce, la vita e la poesia di un’opera scritta rendendola un’esperienza emozionante per chi la ascolta.

PROGRAMMA:

– Tecniche base di fonazione ed espressione: tecniche di respirazione e uso dei risuonatori principali,
regole della dizione italiana neutra contemporanea, esercizi per una buona articolazione, i difetti (?) di pronuncia.

– giochi sul ritmo e l’ascolto. esercizi per il decondizionamento e la presa di coscienza dello strumento corpo-voce, scoprire e liberare la voce.

– La voce e il testo: timbro, ritmo, intonazione, volume, pause.

– Il corpo e il testo: postura, sguardo, movimento.

– Il corpo della parola.

– Lettura di testi di diversa tipologia: poesie, racconti, fiabe, monologhi, prosa, dialogo.

– Analisi dei testi: significanti, parole chiave, appoggiature e accenti psichici; partitura del testo: valore analogico ed espressivo della punteggiatura, la punteggiatura non scritta; la cesura: il luogo del non-detto; pause d’attesa e pause d’ascolto

– La VeritĂ  Espressiva, drammatizzazione delle letture

– Musica e parole: incontri e scontri di suggestioni sonore, leggere con accompagnamento musicale

– Tecniche di lettura collettiva: cori, echi e controcanti

Conoscere il proprio strumento voce aiuta ad acquisire una maggiore consapevolezza del sé, è utile per accrescere le proprie capacità di ascolto, migliora la percezione dei significati non espressi celati dietro le parole.

STRUTTURA DEL CORSO:

La durata del corso è di 20 ore suddivise in 10 incontri della durata di 2 h ciascuno.

Le lezioni avranno cadenza settimanale e si svolgeranno il sabato dalle 16,00 alle 18,00.

L’inizio del corso è previsto per sabato Gennaio 2014.

COSTO : 150 EURO più 20 di iscrizione

Per info: 3279855479

3493191935

3472902038

https://www.facebook.com/lafabbrica.teatro

DISTRICT 913_la Giornata del Contemporaneo del MAAM

5 ottobre alle ore 17.00 al 6 ottobre alle ore 18.00

  • Metropoliz via Prenestina 913
  • MAAM Museo dell’Altro e dell’Altrove di Metropoliz_cittĂ  meticcia
    DISTRICT 913 [evento realizzato per la Giornata del Contemporaneo/AMACI] … in collaborazione con i Blocchi Precari Metropolitani e gli abitanti di MAAM Museo dell’Altro e dell’Altrove di Metropoliz_cittĂ  meticciaoma, 5 e 6 ottobre 2013 Metropoliz, via Prenestina 913
    Il Museo dell’Altro e dell’Altrove di Metropoliz_città meticcia partecipa alla Giornata del Contemporaneo con “District 913”, due giorni di festa dedicati all’arte con inaugurazioni, mostre, installazioni e performance.
    Nato nel 2012, al termine del cantiere cinematografico e d’arte “Space Metropoliz”, il MAAM è un progetto di Giorgio de Finis. Contro-dipositivo situazionista e relazionale, si pone accanto e in concorrenza con le grandi istituzioni museali italiane e della capitale (il MAXXI e il MACRO), facendo della sua perifericità, della sua totale assenza di fondi, della sua non asetticità (il MAAM è un museo abitato) il suo punto di forza.
    Avviando un nuovo virtuoso rapporto tra arte e città e tra arte e vita, il Metropoliz si sta dotando grazie al MAAM di una pelle preziosa e di una collezione, che l’aiuteranno a proteggersi dalla minaccia sempre incombente dello sgombero coatto.
    Il MAAM si prefigge di trasformare l’intera fabbrica occupata in un oggetto e in un soggetto d’arte collettiva.
    Gli artisti sono invitati a dare il loro contributo gratuitamente, interagendo con lo spazio e con gli abitanti. E non si può dire che non lo stiano facendo.
    Oltre i “relitti” di Space Metropoliz (il telescopio di Gian Maria Tosatti, i muri dipinti di Sten & Lex, Lucamaleonte, Mr. Klevra, Hogre, la bandiera di Paolo Assenza, l’orto lunare di Fabio Pennacchia, il grande razzo costruito dagli abitanti della fabbrica occupata con l’aiuto di Stalker), la Pinacoteca Domestica Diffusa, oltre venti opere di arte contemporanea collocate nelle case degli abitanti di Metropoliz e fotografata da Carlo Gianferro (le foto in mostra fino a dicembre), la “Stanza dei Giochi” (intervento site specific per la ludoteca di Metropoliz ad opera di Veronica Montanino e Alice Pasquini); e “Cattedralehouse_room#2” (opere di Cristiano Petrucci, Gianni Asdrubali, Veronica Montanino),
    il 5 ottobre il MAAM presenterà le nuove acquisizioni e i lavori realizzati nel corso dell’estate. Le due nuove stanze d’artista, “Windows M” di Maddalena Mauri e ”Where are the flowers gone” di Micaela Lattanzio. L’intervento murario, tutto in polvere di grafite, che Maddalena Mauri realizza per il nuovo spazio galleria di Metropoliz (il 5 ottobre inaugura anche la WM Weekend only contemporary art gallery Metropoliz), moltiplica le finestre della grande stanza dove un tempo stagionavano i salami della Fiorucci, invitando il mondo ad entrare.
    Un auspicio, per la fabbrica occupata, che coincide con il programma di eventi settimanali del nuovo spazio espositivo, uno dei dispositivi che il MAAM ha deciso di attivare per aprire con regolarità il cancello del 913 al quartiere e alla città, riducendo l’effetto enclave che pregiudizio e necessità di difendersi dallo sgombero rischiano di innescare.
    La porta “a saloon” della galleria che propone un enorme cuore diviso in due è un’opera di Paolo Angelosanto. La stanza di Micaela Lattanzio è invece uno spazio intimo, un invito alla “meditazione”, un’oasi di pace per chi, come il Chaplin di “Tempi moderni” si trova incastrato ogni giorno nei meccanismi della metropoli (i suoi fiori di carta, oltre seimila, si liberano dagli ingranaggi e volano via…).
    Un luogo, questa preziosa stanza “fiorita”, che sembra  condividere lo spirito delle stanze de Les Nymphéas di Monet all’Orangerie. “District 913” tira via il telo anche sulla nuova “piazza” realizzata da Massimo Di Giovanni con L.U.N.A. una enorme sfera di ferro e legno che l’artista incastra tra le travi di un tetto crollato, che lo stesso Di Giovanni ha restaurato e messo in sicurezza).
    L’opera ha voluto rendere un omaggio all’idea della migrazione esoplanetaria alla conquista della luna narrata dalla favola contemporanea “Space Metropoliz” e all’idea che, lavorando tutti insieme, l’Altrove, lo si possa alla fine portare sulla Terra.
    Altre grandi sfere saranno disseminate nella fabbrica da EPVS, a rendere il percorso difficile e claustrofobico (EPVS_ Bubbling 4 you #913# by EPVS).
    Molto rilevanti anche i nuovi interventi di street art realizzati a Metropoliz. Dal grande muro d’ingresso sulla via Prenstina, firmato Borondo, e realizzato in collaborazione con la 999 Contemporary, alla meridiana di Rub Kendy (.R.E.V.O.L.U.T.I.O.N.), allo stencil di Lucamaleonte che riproduce, sulla facciata dell’ex-salumificio che guarda ai recenti scavi archeologici del lotto di fronte, il bassorilievo dei Musei Capitolini raffigurante la caccia al cinghiale.
    E ancora Alice Pasquini, Solo (con “Plan D, last level”), Diamond (con la porta “Welcome to Metropoliz”), Opiemme (“Questo muro ha un nuovo messaggio”). E ancora Giulio Vesprini, Gio Pistone, Cancelletto, omino71.
    Tra le nuove opere acquisite dal MAAM segnaliamo quelle di Pablo Echaurren (“Suburbano disumano”), a cura di ARIA [rivista d’artista], Massimo Attardi (“Lang”, un omaggio all’autore di “Metropolis” che strizza l’occhio anche al gioco “facce di luna” di “Space Metropoliz”), Guendalina Salini (che ripropone in collezione permanente l’installazione “Dove comincia il lontano”), gli interventi murari di Marco Tamburro, Seboo Migone, Paolo Assenza, l’opera di Germano Serafini ”Composizione M”, quella di Michela de Mattei “Metropolitz. Pianoterra / piano, Terra” (a cura di Silvia Litardi), il lightbox di Salvatore Mauro “Pianeta dei Naufraghi”, i nuovi interventi di Santino Drago (”Sangue versato in mostra” e “Asilo politico”).
    Il 5 ottobre inaugureranno anche le mostre “Dimensioni parrallele e vie di fuga” di Micaela Lattanzio (alla WM), “Ritratti di famiglia con opera” di Carlo Gianferro (mostra inserita nel circuito di FotoGrafia Festival Internazionale di Roma) e “Extra Roma” di Carlo Prati.
    Aprirà la giornata del 5 una lectio magistralis di Cesare Pietroiusti sul tema “Musei “reali”/ musei “irreali” (con la partecipazione di Andrea Lanini). Seguirà la performance di Tiziana Cera Rosco “Il bagno di  Diana”. Alle 11 p.m. Franco Losvizzero si chiuderà nella sua cella per la performance di 11 giorni ”Residenza in comunione”. Nutrito e accudito dagli abitanti di Metropoliz l’artista produrrà in autosegregazione 11 opere per il MAAM. Concluderà la serata “Breaking wood” performance di Cristiano Petrucci e Alessandro Altarocca (con la partecipazione di Walter Paradiso). Per finire dj set nella postazione realizzata da Massimo Iezzi (Aton), intervento site specific per il MAAM a cura di Marta Gargiulo.
    Il 6 il MAAM riaprirà fino alle 18. Chi vorrà potrà anche partecipare al cantiere festoso di Collettiva Geologika, all’opera nella costruzione di un “Focolare”, un nome di cosa che suona come un verbo.Programma:
    5 ottobreore 17.00 Visita guidata del MAAM Museo dell’Altro e dell’Altrove di Metropoliz_città meticcia  (appuntamento a Piazza Vaccarella, varcato il cancello del 913 a destra). A cura di Carlo Gori (Tor Sapienza in Arte) e alla presenza degli artisti. Inaugurazione mostre e installazioni.
    ore 18.00 Lectio Magistralis_Cesare Pietroiusti_ Musei “reali” e musei “irreali”. Con la partecipazione di Andea Lanini. A cura di Giorgio de Finis e Mattia Pellegrini In collaborazione con il Museo dell’arte contemporanea italiana in esilio.
    ore 19.00 Performance di Tiziana Cera Rosco “Il bagno di  Diana”.
    ore 20.00 Cena Meticcia + Ultima cena (Franco Losvizzero e gli artisti del MAAM)
    ore 23.00 Reclusione di Franco Losvizzero.
    ore 23.30 “Breaking wood”, performance di Cristiano Petrucci & Alessandro Altarocca con una installazione video di Walter Paradiso.
    ore 24.00 Dj set preceduto da una performance di Massimo Iezzi.

    6 ottobre
    ore 10.30 apertura
    ore 12.00 Visita guidata del MAAM Museo dell’Altro e dell’Altrove di Metropoliz_città meticcia  (appuntamento a Piazza Vaccarella, varcato il cancello del 913 a destra). A cura di Carlo Gori e alla presenza degli artisti.
    ore 13.30 Pranzo meticcio
    Il MAAM resterĂ  aperto fino alle ore 18.00.

    Ingresso libero Cena e pranzo a sottoscrizione
    Info: giorgiodefinis@gmail.com

Vieni alla luce di Manuela Marotta

 

A cura di Togaci & Emanuela De Luca

Manuela Marotta (fotografia)

Vieni alla luce

“Il secondo principio della pittura č l’ombra del corpo, che per lei si finge, e di questa ombra daremo i principî, e con quelli procederemo nell’isculpire la predetta superficie”. (Leonardo da Vinci).
L’ombra, in contrapposizione con la luce, rappresenta il mezzo attraverso il quale gli artisti riuscirono a dare tridimensionalitŕ alla figura, č il segno tangibile della fisicitŕ dell’uomo e, da sempre, suscita curiositŕ e leggende legate alla sua presenza.
La dicotomia luce/ombra, giŕ presente nel mito della caverna di Platone, dove le ombre rappresentano lo stato embrionale della conoscenza umana incapace di guardare direttamente la vera luce, alimenta da secoli l’immaginario collettivo, diventando fonte di ispirazione per gli artisti, che la utilizzano per caricare di significati e simbologie le loro opere.
Utilizzare come tema preponderante della propria produzione proprio questa dicotomia significa indagarne il significato piů profondo, avventurandosi in un percorso che va oltre la mera tecnica formale.
Manuela Marotta, nelle sue fotografie, scrive con la luce non certo per rendere solo un effetto pittorico ma per raccontare stati d’animo conflittuali, che si alternano proprio come le zone di luce ed ombra delle sue immagini.
La luce violenta il buio, come un’esplosione, uno squarcio nell’anima che ne rivela l’intimitŕ.
La immagini rappresentano un viaggio intimo alla vana ricerca di una perfezione irraggiungibile, un continuo conflitto tra il volersi mostrare e gridare la propria presenza al mondo ed il nascondersi per paura di non essere accettati e compresi.
L’ombra č l’angoscia, la paura dei giorni che si susseguono colmi di incertezze e debolezze.
La luce č l’urlo silente che combatte il dolore e cerca di superare le ansie tipiche del nostro tempo e del nostro animo piů profondo.
Manuela viene alla luce proprio come le sue figure, affrontando il buio e rivendicano la sua presenza.

10/05/2013 al 23/05/2016
Ore 19.30
Presso : HulaHoop Gallery
Via de Magistris,91/93
Roma

Flowers for Lovers di Flavia Dodi

Flowers for Lovers
Flavia Dodi
Mostra a cura di Togaci
Progetto comunicativo: Emanuela De Luca
special guest : DDR-R DJ
DJ LIVE  SET
L’arte di Flavia Dodi muove da un’impostazione geometrica e progettuale tipica dell’architetto, che tende a misurare i volumi e studiare le forme collocandole in modo ineccepibile all’interno di una scena definita in ogni sua parte. La ricerca interiore dell’artista, durante la sua prima produzione, segue percorsi lineari, sottoforma di freddi edifici di dechiricana memoria. Scenari metafisici sembrano evocare progetti in autocad, dove, apparentemente, il distacco emotivo č la caratteristica preponderante. Tuttavia, per lo spirito non esistono contraddizioni, ma trasformazioni e sviluppi; mutare una direzione in arte non significa rinnegare tutto il passato, bensě allargarlo fino a compenetrarlo con un altro concetto estetico, scoprire nuovi rapporti ignoti, aprir meglio gli occhi per comprendere una somma maggiore di realtŕ. (C. Carrŕ, 1942)
Nell’ultimo anno Flavia ha aperto gli occhi, iniziando ad osservare in maniera diversa la realtŕ circostante, liberandosi dalla rigiditŕ degli schemi imposti. L’attenzione verso la materia non č piů plastica né geometrica. Luce, colori e variazioni tonali, prendono il posto delle ordinate forme geometriche, guardando alla natura e alla sua costante imperfezione.
Lo spazio non č piů costruito scientificamente, ma prende forma dal colore, abbandonando la dimensione metafisica in favore di una personalissima forma di espressionismo, attraverso la quale lo spirito si ribella alla materia.
In Flowers for Lovers, l’artista compie un ulteriore passo avanti, misurandosi con le variazioni dei grigi, riuscendo a dar corpo alle immagini floreali attraverso piccole sfumature tonali in una perfetta alternanza tra toni caldi e freddi.
Le grandi dimensioni delle tele compiono l’ultimo passo verso un’arte liberata. I volumi ponderati e geometrici creati dall’uomo nel tentativo di modellare la realtŕ circostante sono solo un lontano ricordo.
L’opera diventa una celebrazione della natura libera ed indomabile, tanto da poter soggiogare l’uomo con le sue enormi proporzioni.

Flavia Dodi si laurea in architettura presso la facoltŕ “Valle Giulia” dell’Universitŕ La Sapienza di Roma, con il prof Franco Purini.
Partecipa a varie esposizioni, tra quelle personali la mostra “LABIRINTI”; con il patrocinio della Provincia di Roma, nel 2011. Tra le collettive: “DISEGNI ROMANI”; a cura di Franco Purini, Fabrizio Ronconi, Gianfranco Toso; presso Gangemi Editore a Roma, in ottobre 2012 e, la stessa mostra a dicembre 2012 si sposta  presso il  Museo della tecnica elettrica a Pavia, organizzata dal  DICAR (Dipartimento di Ingegneria Civile e Architettura); “GIANICOLENSE 420”; a cura di Shara Wasserman; presso Temple University di Roma nel 2012.
Nel 2010 partecipa al premio Combat e viene inserita in catalogo tra le opere segnalate dalla giuria.
Attualmente vive e lavora a Roma.
flaviadodi@alice.it
www.flaviadodi.eu
http://flaviadodi.blogspot.it/

Flowers for Lovers

Dal 19 Aprile 2013 AL 9 Maggio 2013

ore 19.30 

Mostra a cura di Togaci

Progetto comunicativo: Emanuela De Luca

Presso HulaHoop Gallery

Via de magistris.91/93

Roma